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Tre uomini (ancora) in fuga

Attualità, Recensioni

28/05/2013

Il terzo e (presumibilmente) anche ultimo film della saga di Una notte da leoni conclude poco dignitosamente quella che sarebbe potuta essere la trilogia comica più importante di questi anni.

Dopo il grande e inaspettato successo del primo film, questa terza e ultima storia manca dell’insolito presupposto che aveva caratterizzato l’originale, ovvero il non ricordare cosa era accaduto durante una notte di baldorie e dovere, dunque, ricostruire gli avvenimenti di una serata attraverso i pochi ed eccentrici elementi in possesso di un improbabile quanto eterogeneo gruppo di amici.

Una notte da leoni 3 non ha nulla di questo, ma è semmai caratterizzato dalla stanca reiterazione di elementi presi dai capitoli precedenti con l’unica novità della promozione a protagonista del personaggio di Mr.Chow, le cui caratteristiche vengono sfruttate fino all’esaurimento del pubblico da parte del regista Todd Philips. Mr.Chow scappato da una prigione di massima sicurezza in Thailandia ha scatenato le ire di un boss americano interpretato da John Goodman che sequestra il gruppo di amici e li obbliga a cercare e a consegnargli il cinese se vogliono rivedere uno di loro ‘vivo’.

Migliaia di disavventure più o meno comiche caratterizzano le vicissitudini dei gruppo con un finale in crescendo che li vede tornare nella Las Vegas dove tutto era iniziato. Con qualche flashback di troppo rispetto al passato e con un senso dello humour più greve, ma meno brillante Una notte da leoni 3 risulta un film moderatamente, ma inevitabilmente noioso destinato soprattutto ad un pubblico di adolescenti, peraltro tanto più volgare, ma anche più casto con una trasgressione di maniera fondata più sulla parola che sulla sostanza.

Una delusione per una storia che, invece, aveva ben altre potenzialità e che fonda la sua mancata riuscita proprio sul non essere stati in grado di replicare le intelligenti sorprese del primo titolo, dove il cinema come racconto diventava la perfetta piattaforma di lancio per una commedia un po’estrema, ma certamente originale.

Peccato perché anche in questo film le potenzialità dei personaggi e della loro follia è dinanzi agli occhi di tutti, ma – apparentemente – non del suo autore. Un vero genio della commedia americana, qui sensibilmente in difficoltà e dalle idee poco chiare, per un film da vedere con qualche nostalgia del primo capitolo. 

Scritto da Marco Spagnoli
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