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Tra democrazia e videocrazia

04/09/2009

Intervista a Erik Gandini

Mentre Primissima incontra Erik Gandini sulla Terrazza dell'Hotel Excelsior al Lido di Venezia, alle spalle del regista passa Piersilvio Berlusconi con la sua bellissima fidanzata Silvia per andare alla prima di Baaria di Giuseppe Tornatore. Una scena, in un certo 'surreale', perché - ad un certo punto - qualcuno chiede a Gandini di scattare una foto di lui con Berlusconi Jr. Primissima, così, diventa l'unica testimone del completamento ideale del percorso di Videocracy film scandalo presentato alle Giornate degli Autori del Festival di Venezia in cui il regista che ha la sua base operativa in Svezia riflette sulla nascita delle televisioni private in Italia e il loro legame strettissimo con la politica e l'ascesa al potere di Berlusconi Sr. Una pellicola distribuita in Italia da Fandango che, grazie al rifiuto da parte di Rai e Mediaset di trasmetterne il trailer ha visto triplicare il numero di sale cinematografiche dove sarà possibile vederlo. "Videocracy è un film politico, ma non ideologico." Puntualizza Gandini "Sbaglia chi crede che io abbia voluto prendere una posizione netta contro un sistema. A me interessava capire come è accaduto tutto quello che abbiamo vissuto in questi anni. Non certo schierarmi contro qualcosa. Non è questa la metodologia del nostro lavoro: l'unica chiave è entrare nella storia che si vuole raccontare, provando a capirla senza giudircala. Questo film originariamente non era stato pensato per l'Italia, ma per la Svezia: per raccontare le origini di qualcosa che da noi, invece, è considerato come normale."

Scritto da ADMIN
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