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Toy Story 3: avanti tutta

Attualità

14/07/2010

Non è la solita storia del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Ma una questione molto più importante. Come dobbiamo valutare l'esordio estivo (3,9 milioni nei primi cinque giorni e 2,3 nel week end) di Toy Story 3? Come un successo mancato? O forse dovremmo convincerci che quel risultato in quel week end è un grande successo? E' troppo facile criticare in modo piuttosto superficiale un'uscita importante in un periodo estremamente delicato, con parametri invernali. Ma i dati andrebbero letti con maggiore attenzione. Prima di tutto in rapporto all'intero mercato, di cui Toy Story 3 rappresenta circa il 60%, ed inoltre sulla base degli incassi feriali. Che sono eccellenti. I più alti di un film Pixar. Ieri Toy Story 3 ha incassato 500mila euro, una cifra doppia rispetto, ad esempio, al primo martedì di Up, uscito in ottobre. Il problema dei festivi rimane, ed era inevitabile per un film 'familiare' come questo. Ma la scelta è stata forse di privilegiare i feriali rispetto ai festivi, in un cambio (5 contro 2) che dovrebbe alla fine risultare molto positivo. Quindi il successo c'è già. E non è certamente inferiore alle aspettative, per un film che dovrebbe avere garantita una tenitura impensabile nei mesi invernali. Un successo della Disney ed un successo ancora più grande di tutto il mercato che nel week end ha registrato incassi quattro volte superiori a quelli dell'anno scorso nello stesso periodo.

Certo non si può pretendere di arrivare ai 20 milioni di euro, cosa che in estate non è riuscita nemmeno ad Harry Potter, ma va premiato e incoraggiato il coraggio della Disney ad uscire con un film di questo livello il 7 luglio, sdoganando di fatto un ulteriore slot per il target 'famiglie' e avvicinando ulteriormente il mercato italiano a quello europeo.

Non dimentichiamoci che l'Italia è rimasto l'unico paese al mondo in cui l'estate rappresenta il periodo più basso dell'anno. Con tutte le conseguenze che conosciamo (affollamento nei mesi invernali ed il record di paese con la vita media dei film più bassa d'Europa). Vogliamo continuare a farci del male?

 

 

Scritto da Piero Cinelli
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