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Toronto compete con Venezia e celebra l’Italia

Attualità, Eventi

07/09/2010

Polemiche a parte, Toronto e Venezia sono due realtà molto diverse, il primo è una grande vetrina ed il secondo è il festival cinematografico più importante per il cinema d'autore, e l'idea della competizione tra i due nasce principalmente dalla contemporaneità delle due manifestazioni. Che poi ci sia della rivalità è comprensibile. Toronto dalla sua ha una grande presenza di stampa nordamericana, mentre Venezia è un appuntamento obbligato per la stampa europea. Inoltre il passaggio a Venezia è sicuramente più prestigioso e rappresenta un valore aggiunto sul piano artistico. Poi sicuramente contano anche i soldi. Andare a Venezia, per un film americano, costa molto di più che andare a Toronto.

A dar retta al sito (importantissimo) Deadline Hollywood, il problema è proprio quello.

La Mostra di Venezia è troppo cara per i produttori, portare le star di Hollywood a Venezia costa troppo. Mentre Toronto rappresenterebbe la versione low cost. "Con quello che spendo in una settimana a Venezia sto comodamente due settimane a Toronto"» ha detto un giornalista americano. E Peter Bradshaw del Guardian ha aggiunto: "Venezia sta perdendo terreno". Che sia anche questa la ragione, come dice Deadline, della scarsa presenza di divi di Hollywood a Venezia 67? La Fox ha deciso in modo imparziale: Black Swan di Darren Aronofsky con Natalie Portman, Mila Kunis e Vincent Cassel a Venezia, e Never Let Me Go di Mark Romanek con Carey Mulligan, Andrew Garfield e Keira Knightley, a Toronto.

Ma l'edizione di quest'anno, la numero 35, del Toronto Film Festival ha un'altra, forse casuale, linea di competizione con Venezia. Sono sette i film italiani e quattro le coproduzioni che vengono presentate nella cittadina canadese. In anteprima mondiale Il richiamo di Stefano Pasetto, nella sezione Discovery, dedicata ai giovani talenti del panorama internazionale. Quattro titoli provenienti direttamente da Venezia 67, nella sezione Special Presentations, I Malavoglia di Pasquale Scimeca, Gorbaciof di Stefano Incerti, Passione di John Turturro e La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo nella sezione Contemporary World Cinema. Per Costanzo è la terza volta al Tiff: nel 2004 aveva presentato Private e nel 2007 In memoria di me.

Nella sezione Visions Le quattro volte di Michelangelo Frammartino continua il suo fortunatissimo percorso internazionale iniziato al festival di Cannes. Completa la selezione Il finish delle figure, dell’artista veneto Paolo Gioli, nella sezione Wavelengths dedicata al cinema sperimentale. Tra le coproduzioni grande attesa per La Versione di Barney, anch’esso reduce da Venezia, (coprodotto dalla canadese Serendipity Point Films e l’italiana Fandango), con Paul Giamatti e Dustin Hoffman. Quest'ultimo non sarà a Venezia ma ha garantito la sua presenza a Toronto.

Le altre coproduzioni italiane in programma sono Outside the Law del regista francese Rachid Bouchareb, Route Irish di Ken Loach (questi ultimi già passati a Cannes) e Neds dello scozzese Peter Mullan (Leone d’Oro per Magdalene).

La presenza italiana al Toronto International Film Festival è organizzata e coordinata in partnership dall’Istituto Nazionale per il Commercio Estero - Ufficio di Toronto e da Cinecittà Luce.

Scritto da Piero Cinelli
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