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Tom Cruise: Angelo del Rock

Attualità, Recensioni

12/06/2012

Un musical divertente, ma anche lungo e con momenti un po’ banali: Rock of Ages, rallegra, ma non convince in pieno lo spettatore fino a quando sulla scena si presenta Tom Cruise nei panni (pochi) di una rockstar alla ricerca della propria identità che finirà per fare del sesso e qualcos’altro con una giornalista della bibbia del Rock, Rolling Stone dopo una riflessione a tutto campo sulla sua carriera.

 

Nel momento in cui Cruise appare sulla scena, arriva, però, anche qualche rimpianto. Su tutti quello riguardante il fatto che la scelta della Warner sia caduta su un regista commerciale come Adam Shankman per questo film che, forse, avrebbe meritato, invece, uno sguardo d’autore. Inoltre che Rock of Ages anziché quello che vediamo dinanzi ai nostri occhi si fosse, piuttosto, concentrato sulla figura di Tom Cruise protagonista nei panni di un angelo decaduto del rock. Ovviamente quello, però, è un altro film in cui Cruise potrebbe dimostrare ancora una volta tutto il suo ambiguo talento, nonché il suo fascino fatto di fisicità e carisma.

 

Per il resto e per quello che invece è davvero Rock of Ages può essere considerata una fiaba buonista del rock and roll incentrata su una coppia di cantanti e innamorati, conosciutasi in un bar di Los Angeles alla fine degli anni Ottanta. Tra chi dice che ‘il rock è morto’ come il manager senza scrupoli interpretato da un esilarante Paul Giamatti e chi, invece, come un sulfureo Alec Baldwin le tenta tutte pur di non chiudere il suo locale, la ragazza dell’Oregon alla ricerca del suo sogno di gloria come cantante e il ragazzo che, una sera, ha la sua grande possibilità costituiscono una coppia in cui ogni singola parola ha qualcosa di molto prevedibile e di inevitabilmente deja vu. Meno male che gli attori di contorno da Bryan Cranston (Breaking Bad) improbabile conservatore, candidato sindaco di Los Angeles a Catherine Zeta Jones, signora bene che odia il rock (per motivi che scopriremo alla fine della storia) ci tirano un po’ su e ci divertono per una favola a base di canzoni di Starship, Twisted Sisters e altri gruppi che negli anni Ottanta vendevano pochissimo nel nostro paese e che solo oggi, di tanto in tanto, vengono rispolverati più per i loro videoclip che per le loro esibizioni canore.

 

Per il resto Rock of Ages è una produzione divertente, ma non eccelsa che a parte qualche punta più spettacolare grazie all’immenso talento di alcuni dei suoi attori riesce a divertire e a conquistare il pubblico. Un po’ troppo lungo se il film avesse avuto un cineasta amante del rock alle spalle e non un ottimo regista di musical come Shankman (Hairspray, Glee e I passi dell’amore) le cose sarebbero state diverse e certamente più coinvolgenti, pur rispettando il musical originale.

 

Una pellicola estiva da vedere e apprezzare per quello che è con la speranza che qualcuno scriva per Tom Cruise una storia che potrebbe risultare davvero indimenticabile.

Scritto da Marco Spagnoli
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