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Tim Burton

30/01/2004
Intervista al regista americano più "cult", a Roma per presentare Big Fish che uscirà nelle sale il 27 febbraio.
"Mi considero da sempre un pessimista ottimista". Così Tim Burton, tipo stravagante quanto gentile, ci parla di se stesso e del suo Big Fish, film che mescola i classici elementi melanconici e cupi del regista a cromatismi solari e insoliti per uno che ha fatto dell'estetica dark una bandiera: "non mi interessa la realtà, sono fermo sul confine tra realtà e mondo fantastico, lì c'è qualcosa di molto reale, una forte componente creativa". In questo gioco di parole c'è tutto Burton: "spesso le notizie che ci vengono date per reali non lo sembrano affatto. Davanti a ciò rimango spiazzato, per me la fantasia è ascoltare il telegiornale della sera... mentre universi fantastici o in senso stretto possono apparirmi ben più reali". Oggi Burton, californiano di Burbank, vive a Londra con sua moglie Helena Bohnam Carter, e tra lui e l'America c'è di mezzo l'oceano: "All'America devo tutto ciò che ho fatto. Sono cresciuto nelle periferie agiate e rassicuranti del Paese, questo ambiente ovattato mi ha permesso di mettere in moto l'immaginazione, di evadere attraverso la fantasia. Se non fossi un americano di questo tipo, vissuto in scenari lindi e pinti che animati da un'inquietudine sotteranea, non avrei fatto nulla di ciò che ho fatto finora, credo. Al tempo stesso mi sono sempre sentito un po' straniero in patria. Oggi la distanza mi garantisce anche il distacco necessario a valutare le cose. Davanti al nostro modo di raccontare gli avvenimenti che è così condizionato dalla finzione, dalla messa in scena l'informazione quotidiana mi sembra una soap a cui mancano solo i titoli di coda... . Il presidente Bush è uno che ha due missioni dichiarate: la guerra al terrorismo e sbarcare su Marte. Detta così vi pare una cosa reale? Eppure lo è".
-Nei suoi film i personaggi si chiamano spesso Edward, anche in Big Fish il protagonista è un Edward. Non può essere un caso...
"E invece sì. Il caso è il nostro kharma. Edward mani di forbice è nato così. Mentre per Ed Wood mi sono rifatto a un personaggio realmente esistito. Ed Edward Bloom è il protagonista del romanzo di Wallace da cui ho tratto il film. Forse è un nome che mi porta fortuna, chissà. A tutti i film con gli 'edward' comunque tengo moltissimo".
-Il rapporto padre e figlio è fondamentale in Big Fish. Lei è diventato padre da poco. La sua vicenda personale ha influito sul film?
"Sono diventato padre a fine riprese, dunque la mia paternità eventualmente troverà sfogo in un altro film, magari una specie di Alien! Scherzo, ma il rapporto padre e figlio è molto importante in Big Fish e legato a un avvenimento personale, la morte di mio padre. Questa perdita mi ha portato a fare Big Fish così come lo vediamo, questo è certo.
Scritto da ADMIN
Tag: tim burton
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