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The Ward di John Carpenter: A volte i geni ritornano

Attualità, Personaggi

07/02/2011

Circa dieci anni dopo Fantasmi da Marte, è di prossima uscita nelle sale il film che segna il ritorno di uno dei narratori di storie più amati e discussi della cinematografia americana: John Carpenter.

Diversi grandi motivi d’interesse gravitano attorno a The Ward,  il piccolo ma a detta di molti autorevoli pareri, avvincente film con cui ha scelto di riprendere il suo percorso cinematografico interrotto agli inizi del decennio scorso.

E questo è forse il primo degli aspetti interessanti legati al suo rientro: Carpenter ha saltato un’intera generazione. Certamente la continua programmazione in televisione dei suoi film, nel frattempo divenuti dei classici, ne ha mantenuto  vivo il ricordo: rimane però il fatto che oggi si propone ad un pubblico del tutto nuovo. Un pubblico per gusti e proposte,  abituato a pellicole distanti anni luce dal suo stile sobrio, privo dei  virtuosismi a volte eccessivi di molto cinema contemporaneo.

Un altro aspetto non meno affascinante sarà quello di scoprire se questa lunga pausa lo abbia artisticamente rigenerato o ne abbia esaurito quella geniale  vena creativa che gli ha consentito di creare una lunga sere di pellicole memorabili entrate a buon diritto nella storia del cinema. Straordinari film, vere e proprie pietre miliari della cinematografia  di genere come: Halloween, Distretto 13:le brigate della morte, La Cosa e soprattutto 1997 Fuga da New York che è unanimamente la sintesi della sua personale visione della settima arte, summa definitiva dei suoi stilemi e topoi di autore e regista.

Autore eclettico, troppo spesso e sbrigativamente etichettato come maestro dell’horror, in grado invece di dedicarsi  alla fantascienza, come  alla commedia sentimentale- basti pensare a Starman e Avventure di un uomo invisibile- o all’avventura -come nel caso di  Grosso guaio a Chinatown- torna per l’appunto con una ghost story dal respiro anni sessanta che è anche il periodo in cui è ambientata. Prodotto da Doug Mankoff, Mike Marcus, Andy Spaulding e Peter Block  della Echo Lake Entertainment e sceneggiato da Michael Rasmussen e Shawn Rasmussen, il film che  sarà distribuito nelle sale cinematografiche dalla BIM dal prossimo giugno, è stato presentato nella sezione “Rapporto Confidenziale” dell’ultima edizione del Torino Film Festival tenutasi nello scorso dicembre, dove ha riscosso notevole consenso di pubblico e critica.

La storia si dipana all’interno di un misterioso ospedale psichiatrico, in cui la  protagonista, una giovane donna interpretata da Amber Heard, viene  rinchiusa. Il film si apre dunque con Kristen, bella e disturbata che dopo aver ripreso conoscenza è totalmente disorientata dallo scoprire di ritrovarsi rinchiusa contro la sua volontà nel reparto di un ospedale psichiatrico, imbottita di sedativi e coperta di lividi e di tagli. La cosa più inquietante è che non ha idea di come sia finita in questo luogo. Quattro giovani pazienti condividono con lei la degenza in quello che risulterà essere un inaccessibile padiglione, come pure i destini. Una ad una infatti, scompaiono nel nulla e Kristen dovrà trovare dentro sé stessa la forza e la concentrazione necessarie a fuggire da quel luogo prima di divenire anch'essa una vittima del male che si cela tra le mura dell’edificio.

Il cast composto da giovani e promettenti attrici, vede oltre alla presenza di Amber Heard-The Joneses Benvenuti a Zombieland-Mamie Gummer, vista ne L'imbroglio, qui nel ruolo di  Emily Danielle Panabaker -Venerdì 13 La città verrà distrutta all'alba- che interpreta Sarah e Lyndsy Fonseca è invece Iris.

La pellicola propone un Carpenter labirintico e claustrofobico che ci guida alla ricerca della verità attraverso dedali fisici e mentali. Ma questo non è l’unico tema caro al regista,  ritroviamo infatti la dinamica, già affrontata in  Essi Vivono e nel Seme della follia, del sapere ciò che gli altri non riescono a vedere e di non essere creduto perchè ritenuto pazzo. Carpenter sembra dunque tornare con The Ward, alle origini del suo cinema, realizzando una produzione a basso costo e filmando un thriller paranormale. Ed ancora:, l’ospedale psichiatrico come il manicomio criminale di Michael Myers ed una emergente Amber Heard, come l’allora giovanissima Jaime Lee Curtis.

Ben tornato maestro!

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