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The Road: parlano il regista John Hillcoat e il protagonista Viggo Mortensen

03/09/2009

Difficile trasporre sullo schermo un libro magnifico come La strada, premio Pulitzer per Cormac McCarthy (autore anche di Non è un paese per vecchi diventato un film con la regia dei fratelli Coen). Eppure l'australiano John Hillcoat ha fatto un lavoro davvero apprezzabile. The Road (in concorso qui al Festival di Venezia) è una magnifica e terrificante storia d'amore tra un padre e un figlio. In un tempo imprecisato, in un luogo indefinito, The Man (Viggo Mortensen) e The Boy (Kodi Smit-McPhee), padre e figlio stanno cercando di raggiungere il sud degli Stati Uniti. La Terra è diventata un luogo infernale. A causa di una catastrofe, il sole non esiste più, il cielo è nero e lo è anche il mare. I due devono cercare di sopravvivere, gli serve cibo e posti protetti. Non si sa più di chi fidarsi, molti altri esseri umani sono diventati cannibali e capire chi è buono e chi è cattivo è impresa non semplice. La madre e moglie dei due (Charlize Theron) non ce l'ha fatta e si è suicidata. Del resto anche per padre e figlio ci sono pronte due pallottole nella canna della pistola che non abbandonano mai. Nel caso arrivassero i cannibali meglio spararsi un colpo in testa. Straordinari Viggo Mortensen e il giovane Kodi Smit-McPhee, strabilianti gli scenari apocalittici e ben adattato il romanzo di McCarthy da Joe Penhall. John Hillcoat si ripresenta come regista molto interessante aiutato come sempre dal sodale amico fraterno Nick Cave che ha curato la struggente colonna sonora.


Viggo Mortensen come è arrivato a questo film e cosa ha pensato quando ha letto la sceneggiatura?

"Quando John Hillcoat mi ha mandato lo script non ho avuto alcun dubbio sull'accettare il ruolo. - ci dice l'attore - Poi ho letto il libro di Cormac e la mia convinzione si è rafforzata. Per me The Road è una storia d'amore bellissima tra un padre e un figlio. Come padre mi sono sentito molto coinvolto in questo dramma e in questa disperazione che avvolge tutta la vicenda. Ma in realtà tutti abbiamo un padre o lo abbiamo avuto e molti hanno dei figli quindi quello che viene narrato è universale. Inoltre il libro di Cormac è uno di quelli che ha avuto maggior successo. Siamo stati molto attenti ad essere fedeli al romanzo per non deludere nessuno".

A proposito di fedeltà come ha fatto John Hillcoat a trasporre sullo schermo le pagine di Cormac McCarthy senza tradirle?

"E' stata la mia missione fin dall'inizio di questo progetto. - afferma il regista - Ho adorato il romanzo di Cormac - che tra l'altro ci ha aiutato parlando a lungo con Viggo e venendo spesso sul set - e quello che mi sono detto da subito è stato: fedeltà al romanzo, nessuna interpretazione personale. Per me il libro e il film pongono questa domanda: 'Cosa ci rende davvero umani?' . L'amore di un padre per il proprio figlio, per esempio. Perché quando il padre non ci sarà più chi si prenderà cura del ragazzo? I legami di sangue contano. Oltre al fatto che l'avere ambientato la storia in un presente apocalittico dove non ci sono più i media quindi non ci è dato sapere cosa è accaduto, i nostri simili sono diventati cannibali, la sopravvivenza è l'unica cosa che conta_ Cosa serve per vivere? Cibo, un cielo blu e magari un mare pulito. Ritornare alle nostre origini, a capire veramente ciò di cui abbiamo bisogno lasciando perdere tutto il superfluo. Questo ho pensato e su questo mi ha fatto molto riflettere il romanzo". Aggiunge lo sceneggiatore Joe Penhall: "Mentre mi accingevo ad adattare il romanzo per il grande schermo ho perso mio padre e sono diventato a mia volta padre. Così nella sceneggiatura sono confluiti tutti i sentimenti: quello della perdita e la ritrovata fiducia nella vita grazie all'arrivo di una nuova esistenza. The Road è un film sull'umanità, un film di genitori e figli e dei rapporti che si instaurano fra di loro".



Scritto da ADMIN
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