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The Next Three Days, un thriller contro le ingiustizie

Attualità, Interviste

04/04/2011

Russell Crowe, 46 anni, attore reso ‘immortale’ dalla sua performance ne Il Gladiatore di Ridley Scott ha rinunciato a diverse offerte di facili blockbuster per interpretare – diretto da Paul Haggis – il thriller The Next Three Days, in uscita l’8 aprile per Medusa.

Il film è ambientato in una livida Pittsburgh operaia, dove interpreta un professore e padre di famiglia che, quando la moglie (Elizabeth Banks) viene accusata di omicidio e poi condannata all’ergastolo, decide di farla evadere con un piano rocambolesco in cui appaiono anche altri grandi attori: Liam Neeson, Brian Dennehy.

L’attore intervistato negli Usa all’uscita del film (avvenuta il 19 novembre 2010) ha dichiarato: “Volevo ritornare a personaggi estrapolati dalla vita comune, ma che messi di fronte a situazioni diverse, ‘straordinarie’, si confrontano con mondi a loro estranei, mettendo tutto in discussione. Toccherà allo spettatore trovare la presunta innocenza o colpevolezza della moglie del mio professore, John Brennan, che comunque ricostruirà una vita per lui, lei e i loro tre figli, in un altro Paese, con un’altra identità pur di continuare a stare insieme”.

“E’ chiaro che la fuga può già essere intesa come un segno di colpevolezza, perché deraglia un meccanismo della giustizia ma non voglio dire di più... L’aspetto più importante di questo progetto è nel far capire alla gente che non ci vuole nulla per essere accusati di qualcosa di gravissimo e di conseguenza rovinare tutta la tua esistenza. Basta poco oggi per ritrovarsi – se hai qualche zona d’ombra – dietro le sbarre, chiuso in un meccanismo kafkiano che cancella i principi sui quali è basata la possibilità di provare la tua innocenza o comunque di valutare i fatti, prima di prendere decisioni irreparabili. Questo film per me è stata l’occasione di fare una analisi del reale, che spesso poco ha a che fare con Hollywood”.

Il regista Paul Haggis che è anche produttore di The Next Three Days ci tiene a sottolineare: “Non si tratta solo di un remake, di un rifacimento del film francese Pour Elle con Diane Kruger e Vincent Lindon. Ciò che mi interessava era analizzare i meccanismi della cosiddetta ‘giustizia’ e la forza della fiducia che induce un sentimento profondo. In tempi di paure, recessioni, violenza endemica, tanti sono oramai pronti a crearsi una giustizia privata, contro ogni fragile e spesso errato dogmatismo della legge”.

“Ho lavorato molto per Hollywood – continua Haggis – scrivendo film come Million Dollar Baby e Casino Royale, vincendo l’Oscar per Crash, firmando Nella valle di Elah, che considero un film profondamente pacifista. Non volevo realizzare solo un thriller con le lezioni di Hitchcock, ma affidarmi anche ai personaggi, alle atmosfere, secondo le lezioni da me molto amate dei film di questo tipo firmati da Truffaut, Godard e Costa Gavras”.

“La vera identità di questa storia – conclude Crowe – oltre agli aspetti da thriller che chiaramente sono fondamentali va cercata laddove essa finisce, quando i suoi personaggi cercheranno una nuova esistenza che forse anche per loro non esiste più”.

Alla fatidica domanda progetti futuri?, Paul Haggis ha risposto: "Sto già lavorando da un po' ad un altro film che si chiamerà Terza persona e ruoterà intorno all'intreccio di tre storie d'amore".

Scritto da Nicoletta Gemmi
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