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The Master, intervista a Paul Thomas Anderson!

Attualità, Clip, Interviste

20/12/2012

Il 3 gennaio 2013 arriverà nei cinema, distribuito dalla Lucky Red, The Master, l’ultimo film di un regista di enorme talento come Paul Thomas Anderson (Magnolia, Il Petroliere). La pellicola ha avuto il suo primo passaggio ufficiale al Festival di Venezia di quest’anno, nella sezione, in concorso, e si è portato a casa due premi importantissimi: Leone d'Argento Miglior Regia e Coppa Volpi come Miglior Attore a Philip Seymour Hoffman e a Joaquin Phoenix.

Nelle nomination ai Golden Globe uscite qualche giorno fa sono sempre gli attori del film a stravincere: nominato come Migliore Attore Joaquin Phoenix e come Migliori Attori non Protagonisti Philip Seymour Hoffman ed Amy Adams.

La storia è ambientata nell’America degli anni ’50, Freddie Quell (Phoenix) torna a casa dopo avere combattuto i giapponesi ed è un uomo profondamente lacerato, un’anima persa. La guerra c’entra ma fino ad un certo punto, Freddie è così da sempre… alcolizzato, pieno di rabbia, feroce, un uomo con una postura curva ripiegato su se stesso che parla con la bocca storta proprio come cammina. Tra i suoi vagabondaggi una sera, ubriaco, sale su una nave dove si sta tenendo un matrimonio e incontra Lancaster Dodd (Seymour Hoffman) chiamato da tutti The Master. Dodd da subito ha un’attrazione fatale per Freddie e si presenta a lui come: ‘scrittore, dottore, fisico nucleare, filosofo teoretico’ proponendo al giovane uomo di lavorare per lui in cambio di una guarigione, riportandolo sulla retta via, e sanando la sua mente inquieta. E così assistiamo alle terapie, piuttosto cialtronesche, che Dodd mette in atto in giro per gli Stati Uniti facendo un discreto numero di proseliti. Il suo libro: The Cause è piuttosto conosciuto e ne sta scrivendo un altro. Freddie diventa così membro della famiglia Dodd, ma non diventerà mai un’altra persona rispetto a quella che conosciamo all’inizio… anche perché The Master è un magnifico affresco su un Paese come gli Stati Uniti d’America, alla deriva come i due protagonisti, dopo la fine della II° Guerra Mondiale.

“Io ho raccontato una grande storia d’amore – afferma Anderson – questo per me è il tema di The Master. L’amore tra due persone che, a prima vista, possono sembrare molto diverse per come si comportano, per quello che fanno e per il loro background ma che in realtà sono molto simili. Sono due bestie selvagge che cercano di addomesticarsi a vicenda. All’inizio è Lancaster che guida la storia d’amore che ha le redini in mano della vicenda e che mette sotto Freddie cercando di inculcargli i suoi insegnamenti da fanatico. Ma Freddie si rivelerà una persona che o non vuole o non riesce a cambiare, e un giorno se ne va, poi torna, ma non ama più come all’inizio il suo Maestro. Non lo stima più. Un tempo si sono identificati uno con l’altro ma poi le loro strade si sono divise come le loro anime ‘bastarde’”.

“Per quanto riguarda la vicenda di Scientologycontinua Anderson – l’unico spunto di vero che c’è è che la storia del film si svolge negli anni dal ’50 al ’52 quando viene fondata una sede da Hubbard sulle sue teorie che ha esposto nel suo libro Dianetic – La forza del pensiero sul corpo. E ci sono molte cose che Lancaster dice che si rifanno a Scientology come il fatto che se il nostro pensiero diventa puro e forte possiamo curare anche il nostro corpo, addirittura, malattie come la leucemia. O la famosa domanda: ‘Ti capita di avere spasmi muscolari senza alcuna ragione?’ che era una di quelle che Hubbard faceva sempre. Ma questo non fa del film una biografia su di lui, assolutamente, no. Potremmo trovare tremila altri rimandi ad altre teorie teosofiche, mistiche o spirituali di vario tipo. Aggiungo che il film l’ho fatto vedere a Tom Cruise che, lo sapete tutti è membro di Scientology, però quello che ci siamo detti dopo rimane tra noi due”.

“Quando ho scritto il film – dice il regista – avevo già in mente chi volevo come attori ed erano Joaquin, Philip ed Amy Adams per la parte della moglie di Lancaster. Con Philip ci conosciamo da anni, abbiamo già lavorato insieme ed ero sicuro che mi avrebbe detto di sì. Amy mi ha incantato da quando ho visto Enchanted mentre a Joaquin avevo già chiesto di lavorare in altri miei film ma aveva sempre risposto di no. Questa volta ho avuto fortuna perché ha accettato e la sua performance non ha bisogno dei miei elogi, è a dir poco impressionante. E, a questo punto del cammino del film, devo dire GRAZIE ai miei attori perché stanno accumulando premi e nomination a volontà, se li meritano tutti!”.

“Mentre pensavo a questo film – continua Anderson – scartando sempre più materiale sul rapporto maestro e discepolo e focalizzandomi su una vera e propria storia d’amore con i suoi alti e bassi, dove a turno primo è ferito uno e poi l’altro volevo anche qualcosa di nuovo dal punto di vista registico. Così ho optato per girarlo in 70mm e devo dire che è stata dura perché le macchine da presa che utilizzi con questo formato sono enormi e pesantissime e non permettono di fare tanti movimenti, non sono facili da utilizzare. Però quando vedevo il girato e, soprattutto a film finito, devo ammettere che è stata una buona idea. Trovo che la scelta sia stata molto azzeccata e che averlo girato con questo formato abbia donato maggiore profondità alla pellicola”.

The Master ha una colonna sonora strepitosa, composta da molti brani noti degli anni ’50 ma, soprattutto, dall’apporto di un musicista fantastico come Jonny Greenwood, chitarrista, tastierista dei Radiohead e compositore. “Lavorare con Jonny è fantastico e questa volta ci conoscevamo di più (insieme avevano già collaborato per Il Petroliere n.d.r.) e credo che abbiamo lavorato ancora meglio. Ma devo dire che ha fatto tutto lui, io gli ho fatto vedere vari pezzi di girato e lui ci orchestrava sopra la colonna sonora ed è uscito un suono con una importanza pari alle immagini perché le segue e gli dona un aspetto epico che non avrebbero avuto senza la composizione che Jonny ha creato per The Master”.

http://www.youtube.com/watch?v=PoTaBLkz9aQ&feature=youtu.be

Scritto da Nicoletta Gemmi
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