questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

The Impossible, lo tsunami del 2004 raccontato da Juan Antonio Bayona

Attualità, Personaggi

28/01/2013

Maria, Henry e i loro tre figli stanno trascorrendo il Natale in Tailandia. La mattina del 26 dicembre, però, uno spaventoso boato si leva dal centro della terra. Maria assiste impietrita mentre un muro di acqua nera distrugge tutto ciò che le sta intorno, portando via anche Henry e due dei suoi bambini. Recuperato il piccolo Lucas, la donna farà di tutto per ritrovare il marito e i suoi bambini, che sopravvissuti al disastro, sono dispersi…

Sarà nelle sale il 31 Gennaio The Impossible, la storia straordinaria di una famiglia sopravvissuta allo tsunami che ha colpito l’oceano Indiano nel 2004. Partendo dalla storia vera di Maria Belon, Juan Antonio Bayona, già noto al pubblico per The Orphanage, ha ricavato un ritratto toccante e commovente. “ Non è solo una storia di sopravvivenza – dice il regista - Dietro la tragicità del tema c’è qualcosa di molto forte, un richiamo alla condizione umana, qualcosa che commuove profondamente chiunque ascolti la storia”.

Nell’adattamento cinematografico la famiglia di Maria Belon, spagnola, è però diventata inglese. Protagonisti sono dunque Naomi Watts ed Ewan McGregor, affiancati da Geraldine Chaplin, Tom Holland, Marta Etura, Oaklee Pendergast, Dominic Power. Affidare allo schermo un’esperienza simile per la produzione non è stato facile, soprattutto da un punto di vista tecnico così come non è stato facile per la famiglia Belon affidare a qualcuno la trasposizione delle loro vite sullo schermo. La troupe ha fatto tutto il possibile per coinvolgere gli Alvarez-Belon nell’impresa e, alla fine, Bayona e il suo team sono riusciti a convincerli.

La produzione del film è iniziata quando il produttore Atienza ha sentito la storia della famiglia alla radio e ha deciso di trasporla sul grande schermo. Entusiasti sono stati fin da subito anche gli altri membri del cast, a partire da Ewan McGregor. “Mentre leggevo alcune parti della sceneggiatura sono scoppiato a piangere – ha spiegato - Ho quattro figli. Ed era la prima volta che interpretavo il ruolo di un genitore. Ho sentito l’impulso a trasformare Henry in una sorta di mio alter ego. Potevo interpretare il personaggio, ma volevo anche scoprire che cosa significasse essere un genitore in un evento tanto catastrofico. Ho pensato che il modo più efficace per riuscirci fosse interpretarlo come se fossi io”.

La preparazione di tutti gli aspetti del film ha richiesto ben due anni: venticinque settimane di riprese divise tra sessanta set tra Spagna e Tailandia: in Spagna in particolare a Ciudad de la Alicante. Per una questione di veridicità della storia il regista ha voluto girare negli stessi luoghi dove la vera famiglia Belon ha vissuto la tragedia, addirittura utilizzando come comparse alcune persone del luogo che hanno affrontato lo tsunami.

Evitati troppi trucchi digitali, Bayona ha optato per l’utilizzo di set veri e propri, questo anche per favorire una maggiore empatia dei suoi interpreti: la produzione ha lavorato con sei società che si occupano di effetti speciali solo per quel che riguarda la creazione dello tsunami. Ci è voluto un anno per ricostruire la sequenza di dieci minuti in cui la prima onda mortale inghiotte la costa e l’unica opzione era usare l’acqua vera. “L’acqua digitale era una possibilità che abbiamo scartato quasi subito perché non ci sembrava realistica - ha spiegato il direttore degli effetti visivi – la troupe ha dovuto trasportare oltre 35.000 galloni d’acqua ogni giorno per ricreare la massa violenta dell’onda”.

Le riprese sono iniziate ad agosto 2010 ad Alicante, in Spagna, per poi continuare in Thailandia ad ottobre.

La pellicola è una co-produzione Apaches Entertainment e Telecinco Cinema.

Scritto da Manuela Blonna
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA