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The Fighter: la parola a Mark Wahlberg e Christian Bale

Attualità, Interviste

03/03/2011

2 Oscar su 7 Nomination. Migliore Attore Non Protagonista a Christian Bale e Migliore Attrice Non Protagonista a Melissa Leo. The Fighter è una storia vera, un film che nessuno voleva fare. Tranne il protagonista Mark Wahlberg (alcuni si sono chiesti come mai non sia stato nemmeno nominato per gli Oscar?!) capace di coinvolgere – dopo diverse traversie – un regista di talento ma dal carattere non facile come David O. Russell. E colleghi di indiscussa bravura, vedi Christian Bale.

Sport Illustrated, che gli americani definiscono la ‘Bibbia dello Sport’, lo ha definito: “Il più bel film sullo sport del nuovo millennio”. E la Gazzetta dello Sport gli ha dedicato due pagine di elogi.

In uscita venerdì 4 marzo distribuito dalla Eagle Pictures, Mark Wahlberg ha dichiarato: “E’ un film che ho davvero fortemente voluto nonostante il progetto sia durato cinque anni prima di trovare una soluzione. E io per cinque anni, ogni mattina, con due pugili professionisti mi sono allenato. Ora posso dirlo: all’insaputa di tutti negli ultimi sei film che ho fatto mi svegliavo tre ore prima dell’ora in cui dovevo presentarmi al lavoro e andavo in palestra ad allenarmi, ogni santo giorno. E i miei due allenatori mi hanno seguito di set in set. Il film è costato 11 milioni di dollari, un budget bassissimo per Hollywood, come pure il compenso degli attori è stato al minimo sindacale. Ma chi se ne importa. Ho preso un sacco di soldi per film di cui poi mi sono vergognato, quindi per me siamo pari”.

The Fighter ha una storia anche molto simile alla mia adolescenza. – continua Wahlberg – Sono figlio di una famiglia molto numerosa e ho vissuto spesso allo sbando combinando un sacco di guai. Se avessi scoperto il pugilato da giovane, forse mi sarei evitato dei bei casini. Ma non avevo la pazienza di imparare le regole della boxe, i miei incontri erano piuttosto risse da bar o di strada”.

“Mi sono visto tutti i film sulla boxe. – conclude l’attore – Anche tutti i Rocky che non c’entrano nulla con The Fighter. Qui non siamo nella favoletta, siamo piuttosto dalle parti di Toro scatenato. Ma tutto serve per prepararsi al meglio e io ho cercato di fare tutto quello che mi era possibile per essere credibile in questo ruolo che ho adorato. Anche perché è una storia vera, Micky Ward esiste, e non volevo falsificare la sua dura e anche soddisfacente esistenza”.

Christian Bale che come il regista David O. Russell viene spesso tacciato di avere un caratteraccio afferma: “E’ andata benissimo con tutti sul set, soprattutto con Mark (non per niente quando ha ritirato l’Oscar ha urlato: “Mark you are the best mate!” ndr.). So che giravano strane voci di discussioni dalla mattina alla sera fra noi tre. Ma quasi mi dispiace di doverle smentire. Il film è stato fatto in emergenza ed eravamo tutti molto appassionati”.

E a proposito della sua leggendaria preparazione fisica... “E’ un argomento – afferma Bale – che non mi entusiasma. Perché rischia di far focalizzare lo spettatore su un dettaglio tutto sommato marginale, il mio peso. E’ un po’ svilire l’interpretazione di un attore, riducendolo a un trucco da effetto speciale. Qualcuno ha anche ipotizzato che per me perdere decine di chili è più facile perché l’ho già fatto per L’uomo senza sonno. Che stupidaggini! E’ difficilissimo, orribile e io lo odio. Ma se lo faccio non è per farmi dire quanto sono bravo e farmi candidare all’Oscar, bensì perché penso che il mio personaggio ne abbia bisogno per prendere vita. Vorrei ricordare che Dickie era un drogato di crack”.

“Si parla sempre di me – conclude Christian Bale – come di un attore che vive il suo personaggio 24 ore al giorno, ma a me non risulta. Sono concentrato, questo sì. Credo che l’equivoco nasca dal fatto che mi piace allenarmi il più possibile con le voci dei miei personaggi. E perciò chi mi sente, pensa che io non esca mai dal ruolo. Ma non mi preparo col cervello, non mi hanno mai insegnato il Metodo, non so spiegare logicamente il mio approccio. Tutto quello che faccio non è per scelta, ma per istinto”.

Avercelo il tuo istinto Christian!

Scritto da Nicoletta Gemmi
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