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Arriva da Israle, The Exchange, in concorso a Venezia 68

Attualità

07/09/2011

(Venezia) Eran Korilin è un giovane regista israeliano, con il suo secondo lungometraggio, The Exchange, è stato scelto per il concorso di Venezia 68.

Un giorno un uomo entra a casa sua come fosse la prima volta e, d’un tratto, la sua vita gli è estranea, come non l’avesse mai vissuta. Si ritrova ad osservarla da fuori. Un intreccio straniante, come molto cinema israeliano che, al pari di quello prodotto in Paesi feriti o dove pesa una censura imposta o autoinflitta, adopera espedienti narrativi ed artifici registici spesso per raccontare vicende allegoriche.

In forza dell’impulso dato alla produzione cinematografica nazionale grazie a recenti leggi sul cinema, Israele è in pieno fermento creativo. Lo ha dimostrato spesso, anche alla Mostra di Venezia, dove Lebanon di Samuel Maoz ottenne – strameritatamente – il Leone d’Oro nell’edizione del 2009.

Film come Jaffa, sempre del 2009, di Keren Yedada, oppure To Take a Wife di Ronit e Shlomi Elkabetz – premiato alla Settimana della Critica nel 2004 -, o Beaufort di Joseph Cedar del 2007, premiato a Cannes hanno segnato il passo alla nuova cinematografia prodotta nella terra più contraddittoria e ferita del nostro Pianeta.

Il giardino dei limoni (2008) di Eran Riklis e lo splendido Valzer con Bashir (2008) di Ari Folman - candidato all’Oscar come Miglior Film Straniero - ne sono gli esempi più celebri.

The Exchange di Eran Korilin riporta l’attenzione su questa cinematografia viva, urgente e necessaria.

 

Scritto da Nicoletta Gemmi
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