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The Company Men, presentato fuori concorso al Karlovy Vary International Film Festival

Attualità

19/07/2010

Il 45° Karlovy Vary International Film Festival è uno dei pochi che è riuscito a snobbare la crisi riducendo a poco più di duecento i consueti 230/240 lungometraggi in catalogo. E sono sempre tanti anche se gli accreditati erano più di diecimila. Lasciando da parte il concorso, che nella dozzina includeva quattro o cinque titoli di rilievo, un accenno merita un film della sezione ufficiale, presentato fuori concorso. Diretto da John Wells, (1956), che dopo un diploma alle Belle Arti ha fatto un master di film e Tv all’università della California del sud e che per circa vent’anni ha diretto e prodotto famose serie Tv, da ER a Third Watch, The Company Men (Dirigenti) segna il suo esordio sul grande schermo. Un debutto alla grande con Tommy Lee Jones, Chris Cooper e Ben Affleck nei ruoli principali, accanto a Kevin Costner, Rosemarie De Witt, Maria Bello e Craig T. Nelson. L’argomento non fa sognare: la crisi. Il film, però, è accattivante. Per non impantanarsi in un discorso sulla crisi globale, Wells ha scelto tre dirigenti di una grande azienda di trasporti e ne ha studiato il comportamento dal momento che vengono licenziati. Non a caso ha scelto dei quadri, persone che vivono in villa, giocano al golf, hanno famiglia e qualche auto.

 “Non ho voluto esaminare i guasti provocati dalla crisi da un punto di vista strettamente economico”, ha dichiarato il regista, “ma da quello emozionale”. Infatti non parla della classe operaia, ma di esecutivi che hanno un rapporto quasi virtuale col lavoro. E aggiunge: “Mentre gli operai hanno un rapporto diretto col lavoro che svolgono, la professionalità dei dirigenti è mediata dall’azienda. Gli operai possono parlare delle case o delle macchine che costruiscono; gli esecutivi operano nella finanza o nelle assicurazioni, e si occupano di cifre, ma quando vengono messi alla porta dalla compagnia perdono tutti i contatti”.

 In altre parole, diventano vittime di speculazioni alle quali, consapevolmente e inconsapevolmente, hanno preso parte. Se un idraulico perde il lavoro, trova sempre qualche lavoretto. Loro no. Sono tanti in un universo che si sta riciclando verso lavori più trasparenti: le case, le auto. Wells sceglie tre amici: uno giunto al massimo della carriera (Tommy Lee Jones), uno che ha dedicato all’azienda circa vent’anni (Chris Cooper), e un giovane rampante, assunto da pochi anni (Ben Affleck). Sorpresi e increduli, si accorgono di non aver mai pensato che ciò potesse accadere. Si comincia rinunciando al golf e alla grigliata in giardino, si vende un auto, si pensa a lasciare la villa per un appartamento. Non tutti però reagiscono allo stesso modo. Forte della sua posizione, il primo riesce a mettersi in proprio. Il secondo è letteralmente devastato: a metà del cammino non sa come ricominciare. Il terzo, giovane e ottimista, accetta un lavoro manuale nel cantiere del cognato. E poi ci sono da fare i conti con le mogli. Problemi affettivi e problemi d’immagine. Quando cominciano a venir meno i contanti, anche i legami familiari si guastano.

 Scritto, diretto e prodotto da John Wells, il film dura 108 minuti e il dramma sociale assume spesso cadenze da thriller. In Italia non dovrebbe uscire prima del 2011, anche se il film era pronto a gennaio per un passaggio al Sundance Film Festival, prima di essere presentato a Karlovy Vary. Da notare la tempestività con la quale è stata messa in scena la crisi in questa radiografia senza concessioni che descrive un momento buio della società americana.

 

Scritto da Renzo Fegatelli
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