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The Artist e Le Gamin au Vélo conquistano critica e pubblico a Cannes!

Attualità

16/05/2011

The Artist è un film in bianco e nero omaggio al muto direto da Michel Hazanavicius mentre Le Gamin au Vélo (Il ragazzo con la bicicletta dal 18 maggio al cinema distribuito da Lucky Red) è stato diretto dai fratelli Dardenne. Entrambi sono piaciuti moltissimo alla critica e al pubblico.

Paolo Mereghetti sul Corriere della Sera dà quattro stelle al primo e quattro stelle e mezzo al secondo, siamo quasi al capolavoro. Per quanto riguarda The Artist (Prodotto da The Weinstein Company, in uscita in Francia per Warner Bros.), scrive il noto giornalista, “Con un film in bianco e nero e completamente muto il regista di origine armena ma francese da anni Michel Hazanavicius ha raccolto al Festival di Cannes l’applauso più lungo e caloroso della critica internazionale. Il film The Artist è entrato in concorso all’ultimo momento. Girato come un vero film muto, con le didascalie per spiegare i dialoghi, fotografato in un raffinato bianco e nero d’epoca, racconta il momento cruciale in cui il cinema passò dal muto al sonoro. Una scommessa che non poteva che essere più rischiosa e che il regista ha vinto a mani basse... E il piacere del film non deriva solo dal seguire la storia quanto nel modo in cui il regista gioca con gli ostacoli che gli derivano dal girare un film senza parole e che trovano nel sogno del protagonista (ogni cosa fa rumore ma lui non riesce ad emettere un suono) il suo momento più esilarante ed indovinato”.

Valerio Cappelli sempre sul Corriere scrive: “The Artist è la ‘bomba’ che non ti aspetti. Un film pieno di rimandi che parla del cinema nella Hollywood degli anni ’30. Sembra il classico paradosso che piace tanto ai francesi, l’anti-Avatar che strappa applausi in piena 3D mania. Una follia. Invece non c’è traccia di leziosità intellettuale, e i critici, evento rarissimo, sono entusiasti. Tredici minuti di applausi da parte del pubblico. Finora, è la sorpresa del Festival”.

Paolo Mereghetti a proposito invece del film dei fratelli Dardenne afferma: “Completamente agli antipodi l’altro film della giornata di ieri, Le Gamin au Vélo di Jean-Pierre e Luc Dardenne che si misura assolutamente con la realtà. ... Oltre alla storia, ai fantastici attori – straordinaria Cècile de France – a dare nuova energia al film qui c’è uno sforzo di essenzialità e di intensità che va direttamente al cuore della loro scommessa di registi: raccontare la realtà attraverso la finzione. Balza agli occhi da certi particolari (i dispetti di Cyril, i suoi scatti d’ira), da certe scene ‘secondarie’ – l’energia che il ragazzo mette nel pedalare per la città – così che l’essenzialità della trama diventa una nuova qualità, capace di andare davvero all’essenza delle cose e di regalarci una inaspettata e inedita complessità narrativa, quella che trasforma il dramma di un adolescente in una specie di favola moderna, con il bosco dove perdersi (se non l’orientamento almeno la morale), l’’uomo cattivo’ che insegna a rubare e naturalmente la ‘fata buona’ che come ricompensa offre il proprio amore”.

Maria Pia Fusco su La Repubblica a proposito del film dei Dardenne afferma: “Il concorso è stato dominato dal film dei due fratelli registi: l’incontro di un bimbo abbandonato con una specie di fatina che gli fa ritrovare il calore famigliare. E come hanno detto loro, in questa epoca decisamente non felice, quella di un mondo fatto di persone sole “abbiamo voluto narrare anche di un mondo duro, dominato dall’egoismo dove però mettiamo in scena la generosità”.

Curzio Maltese dalle pagine di Repubblica scrive “Le Gamin au Vélo è uno straordinario film e sicuramente il più ottimista che abbiano realizzato i fratelli Dardenne, pur nella crudezza della realtà raccontata”. “The Artist è un gioco raffinato e popolare, il meglio che il cinema può mettere insieme”.

Fulvia Caprara, La Stampa: “L’originalità di Le Gamin au Vélo è proprio nel vedere nell’ottimismo, in questi tempi bui, la soluzione per un ragazzino solo, abbandonato dal padre e in cerca d’amore. Un amore che, per fortuna qualche volta accade, troverà”.

Stenio Solinas di Il Giornale a proposito di The Artist: “Altro che effetti speciali la vera rivelazione è un film muto.... quando il film finisce ti rendi conto che il cinema è questa cosa qui, la recitazione, l’immagine, la musica, il racconto scritto e l’emozione che trasmette. ‘Tornate all’antico, sarà un progresso’, diceva Giuseppe Verdi e nell’epoca dei super effetti speciali, della terza dimensione e di ogni diavoleria possibile in stile Avatar è anche una lezione di semplicità e di umiltà”.

Gabriella Gallozzi ed Alberto Crespi dell’Unità a proposito degli ultimi film visti: “Adolescenti: la speranza di un paradiso su questa Terra per i Dardenne. Non solo temi ‘forti’ su infanzia e gioventù ma anche le risorse che i teenager possono offrire agli adulti. Le ragazze che non si rassegnano del film 17 filles e lo stare insieme del film di Guédiguian”.

“Regalo di Cannes – scrive Alberto Crespi – ai cinefili, che in Francia sono quasi un partito politico. The Artist è un film coraggioso, raffinato e bellissimo. Cantando sotto la pioggia è un riferimento obbligato, ma le citazioni si accumulano, dai film di Fritz Lang e di Murnau a Viale del tramonto. Il protagonista è un mix di Rudolph Valentino, Douglas Fairbanks e John Gilbert. The Artist è un curioso esperimento di stile in cui la cinefilia non deborda e permette al film di essere godibile. Gli attori sono tutti bravissimi: basterebbe il numero di tip-tap nel finale per consacrarli hollywoodiani ad honorem”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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