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TFF31: L’attrice Greta Gerwig parla di Frances Ha

Attualità, Interviste, Personaggi

24/11/2013

Greta Gerwig, una delle giovani attrici più richieste di Hollywood, apparsa recentemente nel film di Woody Allen To Rome With Love, è arrivata al Torino Film Festival per presentare Frances Ha, un lungometraggio indipendente che ha interpretato e scritto in collaborazione con Noah Baumbach, regista de Il Calamaro e la Balena e Lo Stravagante Mondo di GreenbergFilm in bianco e nero, che porta la commedia contemporanea nell’atmosfera suggestiva e retrò della nouvelle vague francese, Frances Ha racconta la semplice ma eccezionale quotidianità di una ragazza che sogna di guadagnarsi da vivere con la danza, ma si scontra con la realtà e con la sua incapacità di impegnarsi seriamente in una relazione con un uomo. Quando anche la sua migliore amica Sophie si fidanza con Patch e si trasferisce in Giappone, Frances comincia ad aprire gli occhi e a capire che qualcosa deve cambiare, ma non perde mai il suo ottimismo e la sua vitalità. La Gerwig ha incontrato la stampa questa mattina presso il TFF Lounge in Piazza Castello a Torino, per raccontare la sua doppia esperienza, come sceneggiatrice e attrice in questo interessante progetto. “C’è voluto molto tempo per scrivere la sceneggiatura, circa un anno per far sembrare il film leggero e non frutto di uno sforzo. Volevamo nascondere alcuni punti di svolta della storia per farli sembrare più naturali” ha affermato l’attrice in apertura.

La scelta di girare il film in bianco e nero l’avevate fin dall’inizio?

Sì, fin dall’inizio e abbiamo deciso di fare una serie di test con la videocamera e di curare alcune rifiniture per un bianco e nero che rendesse il film come una lettera d’amore al cinema e a New York.

I vari riferimenti presenti nel film, come per esempio quello alla nouvelle vague, li avevate già in mente?

Abbiamo parlato vagamente della nouvelle vague e del modo in cui questa ritraeva i giovani. Molti dei riferimenti sono emersi soltanto durante le riprese.

Come avete scelto gli attori che fanno parte del cast?

Abbiamo fatto molti provini, ma abbiamo cercato soprattutto tra i migliori attori di New York. Non sapevamo per esempio che Mickey Sumner che interpreta Sophie fosse la figlia di Sting, lo abbiamo scoperto dopo.

Frances come donna sotto quale aspetto l’avete pensata?

Lavorare alla sceneggiatura e recitare per me sono due lavori completamente divisi l’uno dall’altro. La recitazione è iniziata quando la sceneggiatura era pronta. Ho affrontato il personaggio come attrice e si è trattato di trovare il personaggio ed inventarlo. Si usa il cervello in modo diverso. Io preferisco lasciare che sia il personaggio a guidare me e non viceversa. Quindi preferisco la scoperta del personaggio e non il controllo.

Qualcuno ha parlato di Frances come una sorta di Peter Pan al femminile. Cosa ne pensa?

Io sinceramente non ho mai pensato a Peter Pan, ma forse il paragone è azzeccato. Frances è una ragazza che non vuole lasciare andare la parte di giovinezza alla quale è troppo attaccata e non esce con i ragazzi, non si fa coinvolgere, almeno fino al momento in cui si accorge che è rimasta indietro rispetto agli altri amici. Non si lascia fermare dalle convinzioni. 

Avete girato molto tra le strade di New York. E’ stato difficile?

Non abbiamo bloccato il traffico, poiché volevamo girare scene reali. Il controllo per noi era riuscire ad avere determinate immagini ed inquadrature immerse nella quotidianità di New York. Io ho corso sul marciapiede per ore in una scena. Bloccando tutto secondo noi le scene non sarebbero venute altrettanto bene.

I film indipendenti in Europa hanno vita difficile. Cosa ne pensa? E’ diverso negli Stati Uniti?

Negli Stati Uniti i film indipendenti servono per fare esperienza, ma sono difficili da realizzare. Molte sale chiudono e questo impone di trovare modi diversi per avvicinare il pubblico e fare in modo che la gente veda un film. E’ una sfida da affrontare, non è facile, ma speriamo che cambi qualcosa.

Scritto da Letizia Rogolino
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