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Terraferma approda in sala

Attualità

06/09/2011

Otto minuti di applausi e grande commozione tra gli spettatori. Questa l'accoglienza riservata a Terraferma dal pubblico della Sala Grande. Mentre la stampa, per quanto concorde nel lodare la qualità artistica del film, si è divisa. I giornali conservatori, con qualche eccezione, non hanno perdonato al film di Crialese la forte condanna, che emerge dalla storia, della politica del 'respingimento'. Condizionando quindi il giudizio sul film ad una valutazione politica. Giusto o sbagliato che sia, certo è che applicare rigidamente delle valutazioni politiche ad un'opera artistica è da sempre considerato un metodo fallimentare. Visto che per fortuna gli artisti non sono politici, e parlano direttamente al cuore della gente, senza mediazioni ideologiche o secondi fini elettorali. Un'artista risponde direttamente al pubblico, non certo alla politica. Altrimenti saremmo in un regime. Pertanto, se è giusto che la stampa faccia i suoi rilievi, non è corretto cercare di affibbiare una patente politica ad un'opera d'arte che per definizione deve essere estrema. Altro che politicamente corretta, come qualcuno ha detto. Domani il film esce nelle sale. Come reagirà il pubblico? "Sentivo la necessità di raccontare questa storia, di approfondire certi temi, non faccio film pensando al pubblico e questo forse è il miglior modo per rispettarlo". Ha commentato il regista. Terraferma è un film importante, che ci mette di fronte alla nostra più autentica realtà, quella di uomini prima ancora che cittadini. Il pubblico accetterà questa sfida?

Scritto da Piero Cinelli
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