questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

También la lluvia inaugura la 55 Seminci

Attualità, Eventi

25/10/2010

VALLADOLID. Calorosi applausi del pubblico per También la lluvia (Anche la pioggia) di Iciar Bollaín che ha inaugurato la 55 Seminci. Piú equilibrati i resoconti della stampa sul film scelto dalla Spagna come candidato all’Oscar. Iciar, che esordí attrice bambina nel film El sur (Il sud) di Victor Erice, da quindici anni lavora dietro la cinepresa. La sua quinta regia ha avuto una gestazione di otto anni, per sfociare in una grande produzione girata in Bolivia. Scritta dal suo compagno, Paul Laverty, sceneggiatore di Ken Loach, col quale recitó nel film La canzone di Carla, il film si muove su binari paralleli per raccontare storie di sfruttamento e di colonizzazione.

Si apre con una troupe spagnola nella selva, intenta a realizzare un film sulla Conquista spagnola del continente americano, ma porta in primo piano un personaggio come frate Bartolomé de las Casas per far emergere la violenza degli spagnoli contro i nativi, sfruttati e ridotti in schiavitú. Dalle testimonianze del frate traspare il suo desiderio e la sua impotenza nel prenderne le difese. Parallela scoppia, ai nostri giorni, la protesta contro multinazionali che vogliono privatizzare l’acqua. Per la troupe il problema si pone quando l’uomo scelto come protagonista del film, Daniel (Juan Carlos Aduviri) si rivela essere il capo della protesta. Finisce in prigione, la lavorazione del film si ferma, e il produttore riesce a farlo liberare dietro cauzione. Terminata la lavorazione, la polizia torna a reclamare il prigioniero, mentre tumulti scoppiano nelle cittá e alla troupe non resta che raggiungere l’aeroporto. Non sará facile, ma l’ultimo ostacolo è il caso di coscienza del produttore nei confronti della moglie di Daniel che chiede il suo aiuto per salvare la figlia, attrice nel film, ferita e abbandonata in un ufficio postale.      

    Interpretato da volti noti: Luís Tosar (Cella 211) è il produttore;  nei panni del regista il messicano Gael García Bernal; in quelli di Cristoforo Colombo l’istrione Karre Elejalde. Molti gli altri attori spagnoli e centinaia le comparse in un film di largo respiro, racchiuso in un intento didattico che denuncia le violenze di ieri e di oggi. E questo reiterato aspetto didattico, che ne fa un film interessante da mostrare a scolaresche che vogliano conoscere i lati oscuri della Conquista, è anche il limite del film. La vicenda, infatti,si svolge senza sorprese e senza spunti originali fino al tentativo di salvataggio della piccola indigena da parte del produttore, finale che assume cadenze da thriller. Bene in evidenza, invece, le ragioni dei potenti, di ieri e di oggi, per ricordare che la colonizzazione non si è mai fermata.  

Scritto da Renzo Fegatelli
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA