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Synecdoche, New York, cosa ne pensa il mondo

Attualità, Personaggi

19/06/2014

A pochi mesi dalla scomparsa prematura di Philip Seymour Hoffman, il 19 giugno arriva nelle sale italiane Synecdoche, New York, uno dei film che l’attore aveva completato, per la regia di Charlie Kaufman, insieme a Samantha Morton, Michelle Williams, Catherine Keener ed Emily Watson. Un regista teatrale in difficoltà, di noe Caden Cotard, sta cercando di organizzare un nuovo spettacolo, anche se gli manca la motivazione e la passione per portare avanti il progetto. La moglie Adele lo lascia e si trasferisce a Berlino portando con sé la figlia e Madeleine, la sua psicologa, non è particolarmente attenta alla sua situazione poiché è in uscita un suo libro che le ruba tempo e attenzione. Come se questo non bastasse Caden è malato e ossessionato da una morte imminente, così riunisce alcuni attori per mettere in scena la sua vita in una grande location coperta nella città. “Selvaggiamente ambizioso e grave contemplazione della vita, l'amore, l'arte, la decadenza e la morte dell'uomo, il film porta le impronte digitali di Kaufman nello script, per il suo inganno strutturale e la narrazione multipiano” scrive Variety di questo film che sembra essere ricco di tematiche, di sentimento, e delle mille sfaccecciatura dell’esistenza di un individuo creativo e infelice. “Credo che bisogna vedere Synecdoche, New York di Charlie Kaufman almeno due volte. L'ho visto la prima volta e sapevo che era un grande film, ma la seconda volta l’ho visto perché ne avevo bisogno. La terza volta, perché mi andrà di rivederlo” spiega il Chicago Sun-Times, accompagnato dall’Empire che aggiunge: “Sorprendente. Kaufman ha superato se stesso con un film che delizia e confonde. Hai voglia di vederlo di nuovo. E ancora”.

Dopo aver conquistato diversi riconoscimenti per il suo lavoro come sceneggiatore (Se mi lasci ti cancello, Essere John Malkovich) Charlie Kaufman debutta alla regia convincendo pienamente la critica internazionale, entusiasta e conquistata dal risultato. “Dire che Synecdoche, New York di Charlie Kaufman sia uno dei migliori film dell'anno o anche quello più vicino al mio cuore è una risposta patetica alla sua estrema ambizione che potrei inserire in questo preciso momento” scrive The New York Times, mentre il Boston Globe afferma: “Non posso pretendere di conoscere pienamente questo lavoro, con tutti i personaggi raddoppiati, rievocazioni oniriche, minuzie comiche, e l’infelicità personale. Ma ho provato un grande piacere nel vederlo montato con la fantasia di Charlie Kaufman artista che non solo soffre per la sua arte, ma a causa di essa”.

“Nessuna pellicola con un'ambizione tanto grande, e la realizzazione così impressionante, può essere così esilarante, un’ affermazione fondamentale del processo creativo” scrive il Time,Stupirà alcuni e mistificherà altri, mentre molti sciocchi saranno annoiati. Non è un sogno, Kaufman dice, ma ha una qualità onirica, e gli spettatori sono conquistati dal suo puzzle ultraterreno di personaggi doppi, molteplici ambienti e mutevoli tempi”. The Hollywood Reporter. Philip Seymour Hoffman crea un ritratto affascinante dell'artista come un uomo giovane, vecchio e di mezza età” scrive il Rolling Stones, mentre Premiere regala una visione molto particolare e onesta di questo film, affermando: “A turno, il film è nevrotico e timido come un film di Woody Allen, inquietante e disorientante come il vostro episodio preferito di "Twilight Zone", ricco di realismo magico come il romanzo più commovente di Márquez. Synecdoche non può essere il film dell’anno. Ma per gli spettatori pronti alla sfida, potrebbe essere il film che probabilmente resterà più nel loro cuore”.

Scritto da Letizia Rogolino
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