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Superman nel cielo di Taormina

Conferenze stampa

15/06/2013

Superman, un eroe senza tempo: L’Uomo d’Acciaio vola nella notte di Taormina

 

Superman torna al cinema in un  e prima di volare nelle sale il prossimo 20 giugno, si presenta nell’Anfiteatro Greco di Taormina per l’apertura del Festival diretto da Mario Sesti e prodotto da Tiziana Rocca che hanno ringraziato Warner Bros e i suoi manager Sue Kroll, Barbara Salabé, Nicola Maccanico per avere portato L'Uomo D'acciaio in anteprima al Festival.

Una Premiere importantissima per un film molto atteso non solo dai fan distribuito da Warner Bros.

L’idea di Christopher Nolan e David S. Goyer, trasformata in sceneggiatura dallo stesso Goyer è trasposta sullo schermo da Zack Snyder che dopo 300 e Watchmen lavora su un altro personaggio ispirato dai fumetti. L’attore inglese Henry Cavill è il nuovo Superman e in questa spettacolare avventura, anche in 3D, se la deve vedere con Michael Shannon nei panni del Generale Zod, una volta già appartenuti a Terence Stamp. Un nemico pronto a tutto, perfino ad andare contro le cose in cui in fondo crede, pur di assecondare la propria natura, il ruolo per il quale, in un certo senso, è stato costruito.  

Il padre di Superman, lo scienziato kryptoniano Jor El è un fantastico e pacato Russell Crowe che oltre a fronteggiare l’ombra di Marlon Brando che aveva già interpretato il personaggio nel primo film di Christopher Reeves, si confronta con un ruolo enigmatico e decisamente molto interessante. “Non ho mai visto quei film.” ammette l’attore senza imbarazzo  “Marlon Brando è una leggenda di cui ho visto e apprezzato quasi tutte le interpretazioni tranne quelle nei film di Superman, perché mi sembravano “un po’ troppo”.” A chi si è, dunque, ispirato Crowe? “Essendo questa storia un prodotto dell’immaginazione mi sono basato soprattutto sulla mia esperienza personale di padre. Qualsiasi genitore, vedendo questo film, si domanda che cosa avrebbe fatto al posto di Jor El e io, leggendo il copione, ho fatto lo stesso. Mi sono domandato se sarei stato capace di mandare uno dei miei due bambini su un pianeta lontano rischiando comunque la sua vita. La risposta è che un genitore vuole che i figli vivano e siano sani:  il suo è un tentativo doloroso e commovente. Un atto di fede meraviglioso in un film sulla speranza.” L’Uomo d’acciaio è un altro blockbuster che l’attore neozelandese interpreta con serietà e determinazione “Il merito non è solo di noi attori.” Puntualizza ”concentrarci sulle parti che interpreti è più facile grazie anche a set giganteschi che mi hanno consentito di entrare fino in fondo nel personaggio. Qualcuno pensa che il nostro cinema sia solo basato sul blue screen, ma non è così e del resto Zack crea grande energia sul set: il mio lavoro si basa  soprattutto la ricerca, il mio metodo sta nello sviluppare un ‘gancio’ tra me e la storia che racconto. In questo caso la mia preparazione aveva limiti perché non potevo viaggiare su un altro pianeta, ma al tempo stesso lo sguardo intimista alla narrazione, condiviso da tutti, è stato molto importante.”

I genitori adottivi del bambino inviato sulla Terra per salvarlo dal destino del suo pianeta sono Kevin Costner e Diane Lane. I momenti più intimi, ovvero la crescita del ragazzino con un madre e un padre che desiderano solo proteggerlo, sono anche i più commoventi.  “I film che mi interessa realizzare sono accomunati da questa caratteristica: storie che hanno bisogno di effetti visivi interessanti per raccontare elementi più personali ed intimi.” Spiega il regista Zack Snyder “Per me tutto inizia nei disegni ed è questo che mi spinge ad immaginare le storie seguendo una dimensione privata e intima. In questo senso L’Uomo D’Acciaio utilizza i flashback per rafforzare il senso delle sue decisioni. Conosciamo sin da subito le sue origini e il suo presente, ma sono quegli sguardi in momenti passati a rendere tutto più forte ed emozionante per me e spero anche per il pubblico.”  Snyder racconta “Volevamo raccontare qualcosa di nuovo, volevamo dare energia alla mitologia, per comprendere in pieno la forza dell’origine epica di un personaggio che da 75 anni è presente nel nostro mondo.”  La produttrice Deborah Snyder, moglie del regista, aggiunge: “  “Questo film ha rappresentato un viaggio molto personale per tutti nou: io e Zack abbiamo adottato due bambini, e quando l’abbiamo fatto l’assistente sociale ci ha fatto notare che quella di Superman è la storia d’adozione più importante di tutti i tempi. L’Uomo D’Acciaio è un film sulla famiglia e sull’amore.” Il produttore Charles Roven che ha già collaborato con Christopher Nolan per la trilogia del Cavaliere Oscuro insiste sul fatto che questi film pur essendo molto costosi hanno bisogno della guida di un regista di talento come Snyder. “Abbiamo seguito le sue idee e abbiamo fatto in modo che la sua visione prendesse forma.”

Al centro della narrazione, un grande ruolo, è rivestito dallo scontro tra Superman e Zod. Non un buono e un cattivo in senso classico, bensì le due facce della stessa medaglia. Con il primo che non può accettare che Krypton sopravviva alle spese della Terra. ”La battaglia finale è stata la prima cosa che abbiamo girato ed è probabilmente quella che ci racconta meglio.” Dice Michael Shannon “Dopo tutta la distruzione, dopo tutte le sequenze spettacolari è il confronto tra questi due personaggi a restituire al pubblico il senso di tutta la storia. Zod e Cal El, il nome Kryptoniano di Clark Kent alias Superman amano entrambi il loro pianeta e il loro popolo. Zod è un tradizionalista, mentre Cal guarda al futuro con la consapevolezza di non potere varcare una linea etica molto precisa.”

Henry Cavill sottolinea la grande somiglianza dei due uomini: “Non sono avversari, ma possibili alleati: in altre circostanze avrebbero potuto essere perfino ‘amici’. Eppure sono qui a scontrarsi perché credono in cose differenti.”

Cavill nota: “L’elemento etico del personaggio mi ha sempre attirato:  è questo a rendere diverso Superman da tutti gli altri. Il suo provenire da un altro mondo e – in un certo senso – essersi innamorato della razza umana.”

L’Uomo d’acciaio è una grande sorpresa: una vera nuova versione del personaggio sei fumetti ormai quasi ottantenne in cui Zack Snyder esplora soprattutto l’origine extraterrestre di Superman che, così, vuole interpretare il meglio di due mondi. Sulla Terra, il ragazzo nato su Krypton ha una vita da essere umano come tutti, quando, pian piano, con l’età i suoi poteri rendono evidente a tutti la sua origine aliena. Questo elemento fantascientifico rende il film particolarmente interessante, ma soprattutto “nuovo” in cui la scelta tra il passato kryptoniano e il presente e il futuro terrestri risultano dolorosi. Dell’interpretazione di Cavill colpisce soprattutto la grande calma con cui affronta la scoperta delle proprie origini. Il suo indossare il mantello rosso, il simbolo della casata di Jor El con la ‘S’ che vuole dire ‘Speranza’ fanno di questo personaggio un eroe globale e senza tempo, in cui la difesa degli esseri umani significa anche diventare, in un certo senso, la loro guida.

Amy Adams che nel film intepreta Lois Lane nota “David S. Goyer mette tanti elementi insieme, ma quello dei valori famigliari è il principale, l’approccio famigliare di Zack e Deborah non è solo nei confronti della storia, ma del lavoro stesso.”

A chi gli chiede se abbia dovuto davvero mettersi a dieta per interpretare Jor El ed entare nel costume Crowe risponde scherzando "Sa qual è la realtà? Di questi tempi devo mettermi a dieta per ogni ruolo che interpreto...detto questo il mio costume è certamente più figo di quello che indossava Marlon Brando." 

In conclusione, il regista Zack Snyder ricorda “Il personaggio di Superman e la sua forza stanno nella sua stessa origine, lui ha una profondità che gli ha permesso di entrare profondamente nel nostro immaginario. Qualcuno dice che è un personaggio troppo buono, e per questo sarebbe noioso. Non sono d'accordo Superman è una figura straordinaria capace di insegnarci ancora molto sul piano dell'etica, ma anche di divertirci tanto.”  

 

Scritto da Marco Spagnoli
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