questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Su e giu’ dal palco, della vita

15/09/2008
Stefano Nardini, è un chitarrita rock fallito che decide di lasciare Roma per andare a trovare la sua famiglia che vive in una cittadina di provincia. Sicuro di trovare affetto e rassicurazione, l'uomo si troverà invece a dovere affrontare problemi inattesi. Non pensarci (dal 4 aprile nei cinema distribuito da 01 Distribution) di Gianni Zanasi ha per protagonista, Valerio Mastandrea che con la sua aria triste, afasica, involontariamente ironica e irresistibilmente comica regala ancor più grazia a un film che già nasce aggraziato.

Mastandrea che cosa l'ha attratta maggiormente di questo personaggio?
Quello che più mi ha attratto di questo personaggio è come lo ha definito Gianni Zanasi, il regista. Ha usato due aggettivi in contrapposizione ma efficaci: Stefano Nardini è un meraviglioso imbecille. Uno completamente succube di certe dinamiche della vita, della società in cui si muove, però anche ostinato nel non piegarsi. Perché Nardini è uno rigido, molto simpatico, ma con le sue convinzioni e non è disposto a compromessi. Mi piace molto di lui il fatto che è uno che non si è mai preso sul serio, che non ha mai preso responsabilità individuali e che nel momento in cui ha bisogno di qualcuno questo qualcuno gli rovescia addosso tutti i suoi problemi. Quindi lui si dovrà occupare non solo di se stesso ma anche di chi gli sta intorno. E non ce la fa.

Quanto invece ha contato il fatto che è un chitarrista, rock/punk, ovvero quanto c'è di suo, se c'è, da questo punto di vista? Dato che la musica credo sia un suo grande interesse...
Io la musica la amo da morire e ha un posto importantissimo nella mia vita. Però non sono un musicista e quindi non è che ho apportato molto di mio al personaggio su questo fronte. Il film è molto musicale e non solo perché il mio personaggio è un chitarrista ma perché la musica, di genere molto diverso, entra proprio prepotentemente nella storia raccontata. Il film è costruito come fosse una canzone, a volte punk, a volte classica ma non è mai autoreferenziale. Poi quanto ci sia di me in lui c'è sempre tanto. Io per recitare mi uso. Finché posso e quando posso.

Che cosa ne pensa della scelta di Nardini della sua decisione di ritornare a casa, dalla sua famiglia?
Ma all'inizio del film lui non credo pensi che quello sia un ritorno definitivo, ha bisogno di aiuto e pensa alla sua famiglia. Poi viene tenuto lì, non lo lasciano andare. In realtà lui voleva solo andare a prendersi una boccata d'aria ma evidentemente a casa sua l'aria mancava già prima del suo arrivo. Quello di Stefano non è un processo di ritorno a casa pensato, consapevole, un meditare di volere tornare a casa per sempre come soluzione per i suoi problemi e la sua vita. Tanto che non ha nemmeno una valigia con sé. E' chiaro però che in questa sua decisione ci sta tutta la chiave e lo sviluppo del film.
Scritto da ADMIN
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA