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Storia di una Ladra di Libri: interviste a Emily Watson, Sophie Nélisse e al regista Brian Percival

Interviste

24/03/2014

“Questo non è solo un film sulla Shoah, è la storia di una ragazzina molto forte. Una giovanissima donna che saprà fare delle cose straordinarie per conquistarsi una vita lunga e felice.” Brian Percival, regista della beneamata e pluripremiata serie televisiva Downton Abbey dirige Storia di una ladra di libri,  tratto dal bestseller La bambina che salvava i libri dello scrittore australiano Markus Zusak. Un film interpretato dalla tredicenne ginnasta canadese Sophie Nélisse al fianco di mostri sacri come Geoffrey Rush e Emily Watson per raccontare una storia ispirata dal romanzo pubblicato nel 2005, che  ha venduto otto milioni di copie in tutto il mondo ed è stato tradotto in oltre trenta lingue. Sophie Nélisse è Liesel, una coraggiosa ragazzina affidata dalla madre incapace di mantenerla, ad Hans Hubermann (Geoffrey Rush), un uomo buono e gentile, e alla sua irritabile moglie Rosa (Emily Watson). Scossa dalla tragica morte del fratellino, avvenuta solo pochi giorni prima, e intimidita dai “genitori” appena conosciuti, Liesel fatica ad adattarsi sia a casa che a scuola, dove viene derisa dai compagni di classe perché non sa leggere. Con grande determinazione, è tuttavia decisa a cambiare la situazione e trova un valido alleato nel suo papà adottivo che, nel corso di lunghe notti insonni, le insegna a leggere. L’amore di Liesel per la lettura e il crescente attaccamento verso la sua nuova famiglia si rafforzano grazie all’amicizia con un ebreo di nome Max (Ben Schnetzer) che i suoi genitori nascondono nello scantinato e che condivide con lei la passione per i libri incoraggiandola ad approfondire le sue capacità di osservazione. “Devo ammettere con una certa vergogna che sapevo poco o nulla della Shoah.” Dice l’attrice giovanissima “A scuola, avevo visto un documentario su Anna Frank e avevamo letto qualcosa, ma né io, né i miei compagni ci rendevamo conto di quello che era accaduto in Europa negli anni Quaranta. Poi quando ho iniziato a prepararmi per questo ruolo ho visto film come Schindler’s List, Il Pianista e La vita è bella…così ho capito tutto e li ho fatti vedere anche ai miei compagni di classe della squadra di hockey. Ci siamo vergognati un po’ della nostra ignoranza, ma – alla fine – abbiamo capito che cosa era accaduto veramente. E questo – credo – sia molto importante per tutti noi.” 

Marco Spagnoli ha intervistato Emily Watson, Brian Percival e Sophie Nelisse

Scritto da Marco Spagnoli
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