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Stephen Frears: Master Class al Bif&st

Attualità

20/03/2013

Il regista britannico Stephen Frears è approdato al Bif&st per ricevere il Federico Fellini Platinum Award: «Un premio che porta questo nome è un onore incredibile". Aggiungendo poi scherzosamente: "Cercherò di venderlo per salvare il mio Paese dalla bancarotta!".
Sale in cattedra, si fa per dire, sul palco del Teatro Petruzzelli di Bari il regista delle Relazioni pericolose e di The Queen, uno dei maggiori protagonisti del cinema d'oltremanica, per un incontro pubblico moderato da Marco Spagnoli.
In gran forma e molto battagliero, ci tiene a mostrarsi per quello che è, ovvero un 'figlio' del Free Cinema inglese degli anni 60, quello della protesta e dell'impegno sociale. 
Il film che lo ha sposato alla causa del cinema è stato If di Linsay Anderson e Karel Reisz, un film che 'catturava lo spirito del tempo'. Da quella suggestione è nato il suo primo film My beautiful laundrette, interpretato da un giovanissimo Daniel Day Lewis.
«E’ il film che ha cambiato la mia vita e Daniel lo ha interpretato in modo splendido, aveva anche le caratteristiche fisiche adatte, un po’ androgino... Penso che il suo talento sia paragonabile a quello di Anna Magnani».
Frears racconta il suo metodo di lavoro con gli attori, la sua scarsa propensione per le prove e la sua ammirazione per la loro personalità: la sensualità di Michelle Pfeiffer, che ha 'sciolto' ne Le relazioni pericolose uno come John Malkovich oppure l'altezzosità di Helen Mirren, "l’ho scelta perché mi metteva in soggezione, e quindi era una perfetta regina Elisabetta", o la splendida fragilità di Bruce Springsteen "confesso che l’ho fatto piangere”.

Adesso Frears ha due film già pronti ed in attesa di uscita. Il primo Mohammed Alì greatest fight è stato girato per il canale americano Hbo, ma potrebbe uscire anche in sala. E' la storia  del gran rifiuto di Mohammed Alì allora (nel 1967) già campione del mondo, di andare a fare la guerra in Vietnam. Un rifiuto che gli costò  il titolo e il deferimento alla Corte Suprema. Mentre l'altro film Philomena racconta la storia, anche questa vera, di una ragazza madre che nell'Irlanda del 1995 dopo aver partorito in convento, fu privata del figlio.

Scritto da Piero Cinelli
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