questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Stefania Sandrelli regista, in nome delle donne

19/10/2009

Esordire a sessant'anni, con un film tratto da una storia vera accaduta nel XIV secolo e trasformato in una commedia con risvolti femministi e pacifisti. E' la straordinaria avventura in cui si è imbarcata Stefania Sandrelli dirigendo Christine/Cristina dopo aver fatto l'attrice, per quasi cinquant'anni, al servizio dei più grandi registi del nostro cinema. Tutto è nato circa cinque anni fa, quando ha scovato per caso in una libreria un volume sulla storia di Cristina da Pizzano, un'italiana che, nel momento del passaggio dal Medioevo all'Umanesimo, si trasferì in Francia per seguire il padre chiamato alla Corte di Carlo V. Rimasta sola con tre figli a carico dopo aver perso il genitore e poi anche il marito, Cristina riuscì a restare a galla inventandosi un mestiere che all'epoca era di esclusiva pertinenza maschile, quello di scrittrice e poetessa. Lo fece anche grazie all'aiuto di due mentori-complici, il cantastorie da osteria Charleton (Alessandro Haber) e l'arcidiacono Gerson (Alessio Boni), per cui provò una reciproca - ma platonica - passione, e divenne la prima donna a vivere "grazie alla propria penna". Nei panni dell'eroina coraggiosa e anticonformista, ma anche spiritosa e sagace, Stefania Sandrelli ha voluto la figlia Amanda: "Mi sono immedesimata in Cristina, avrei voluto interpretarla io, ma non avevo più l'età e così ho chiamato mia figlia". La quale è dovuta entrare non solo nei costumi dell'epoca, ma anche in un personaggio forte, libero e determinato, che scriveva cose come "Se avesse l'uomo dono del pensiero/daria alla donna onor e amor sincero/ poiché fu essa a porlo sulla terra/in vita e in pace. Ché di poi la guerra/fu l'uomo a l'uomo che la dette in sorte/Sconcia invenzion dar vita alla morte!". "Quella di Cristina è una poesia che parla dell'anima semplice delle cose - ha detto la regista - vicina ai deboli e alle donne, in contrapposizione con la cultura del tempo esclusivamente maschile, che promuoveva una letteratura artificiosa e nominalistica. Peripezie, battaglie intellettuali e palpiti sentimentali sono gli elementi di questa narrazione che, edificata su basi drammatiche, ha tuttavia i toni della commedia. Ho pensato a un film ricco di grazia, ritmo, momenti ironici, lievi, colorati, cadenzati anche da musica, versi e mottetti".

 


Scritto da ADMIN
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA