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Star Trek Forever

Recensioni

05/06/2013

Star Trek Into Darkness 3D fa un po' l'effetto delle cover più riuscite delle canzoni che amiamo: anche se la musica e le parole sono le stesse, il ritmo, l'arrangiamento e la voce diversa creano una strana emozione. E' la stessa cosa, ma è anche differente ed originale. Ci rassicura e al tempo stesso ci stimola in direzione di qualcosa di nuovo. 

E' un'altra cosa, ma - in fondo - sempre la stessa cosa con tutti i suoi pregi e valori legati ad una visione retta e pacifica dell'universo.

Merito, senza dubbio, di una sceneggiatura scritta in maniera intelligente da Roberto Orci, Alex Kurtzman e Damon Lindelof che oltre a dare il meglio sul piano dell'innovazione narrativa, puntellando la trama di colpi di scena, creano un secondo piano di lettura in cui i fans scoprono elementi a loro cari che provengono dal passato di questa saga nata nel 1966 grazie all'ingegno di Gene Roddenberry

L'artefice di tutto questo è senza dubbio J.J. Abrahms, forse, il relativamente giovane talento che ha saputo meglio interpretare la lezione di grandi come Spielberg e Lucas e che grazie ad una regia molto dinamica e ad uno stile narrativo interessante e dinamico inchioda lo spettatore a due ore di film d'azione che può essere apprezzato sia da chi ama Star Trek, sia da chi non lo conosce affatto e che proprio grazie a questo film potrebbe iniziare 

Tutto parte da un misterioso attentato a Londra presso un archivio della Federazione che si rivelerà, in seguito, per essere qualcos'altro. Un ex ufficiale della Federazione sembra avere dichiarato guerra a quest'ultima tramite una serie di atti di terrorismo: quando il Capitano Kirk dell'astronave Enterprise proverà ad arrestarlo in una zona remota di Kronos, il pianeta popolato dai nemici Klingon, si renderà conto di quali intrighi siano legati a questo enigmatico e potentissimo personaggio.

Più vicina allo spirito di avventura anni Sessanta della serie originale, con qualche "innuendo sexy" legato all'inedito rapporto tra Spock e Uhura, nonché alla presenza del nuovo ufficiale scientifico Carol Wallace interpretata da Alice Eve, Star Trek Into Darkness presentato in un 3D divertente, deve la sua riuscita ai tanti ottimi proposti dalla produzione. Da un lato il cast scelto nel primo capitolo sembra funzionare molto bene con tutti gli attori sempre più calati nei loro ruoli, A partire da Chris Pine e Zachary Quinto che nonostante qualche piccola sbavatura danno forza al rapporto tra gli iconici Kirk e Spock e che costituiscono un po' il fulcro di quanto ha caratterizzato sempre Star Trek ovvero avventure spettacolari la cui forza viene amplificata da quesiti filosofici ed etici molto umani e rilevanti per tutti, al punto che è possibile dare anche una lettura politica di questo film con l' ambiguo Ammiraglio a Capo della Flotta stellare interpretato dal Peter Weller di Robocop che sembra ricordare qualche militare e politico dell'era di George W.Bush.

Importante è anche la presenza di un carismatico Benedict Cumberbach la cui voce profonda (in originale, ovviamente...) restituisce tutta la forza e potenza di un personaggio importantissimo dell'universo trekkiano passato che, al tempo stesso, assume nuova forza e identità da quello che resta sostanzialmente una sorta di thriller fantascientifico. Una sorta di spy story ambientata nel reame della grande saga trekkiana che dimostra come certe storie possano essere raccontare ancora più volte, seguendo punti di vista e varianti differenti a patto che ci siano grandi talenti come Abrahams e gli altri pronti a farle loro e a rinnovarle dientando addirittura degli innovatori così come avviene da sempre per certi standard Jazz in cui il è l'artista a fare la differenza. 

Star Trek Into Darkness 3D è il film trekkiano più spettacolare di sempre.

Scritto da Marco Spagnoli
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