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Spring Breakers forever by Harmony Korine!

Attualità, Interviste, Personaggi

22/02/2013

Che un autore come Harmony Korine ci sorprenda sempre, è quello che ci aspettiamo da lui. Del resto lui a 21 anni ha scritto la sceneggiatura di Kids di Larry Clarks e nel 1997 ha portato alla Mostra di Venezia, Gummo, che sconvolse il Festival.

Ora torna con Spring Breakers (presentato a Venezia in concorso), altro film altamente disturbante come si conviene ad un autore pop, psicadelico, indipendente, frammentato e allucinato come è lui. E come protagonista sceglie quattro ragazzine, tanto carine quanto pericolose, due delle quali provengono da Disney Channel – Vanessa Hudgens - per un periodo fidanzata storica di Zac Efron – e Selena Gomez. Le altre due sono Rachel Korine e Ashley Benson. Ciliegina sulla torta, un magnifico James Franco, nelle parti di un rapper spacciatore e malvivente dai denti d’acciaio.

Gli Spring Breakers negli Usa corrispondono alle nostre vacanze pasquali e sono attesissime dagli studenti dei vari college americani perché si tengono a Miami e sono dieci giorni di sesso, droga, alcool e party non stop. E, ovviamente, le quattro nipotine – che potrebbero essere uscite da Meno di zero di Bret Easton Ellis – non vedono l’ora di lasciare la scuola e gettarsi nella mischia. Le sorti delle quattro saranno diverse. Due anime, forse si salveranno, due diventeranno delle criminali autodistruttive.

Una riflessione in chiave allucinata su cosa si vuole dalla vita a 17 anni, che come diceva il sommo poeta Arthur Rimbaud: “non si può essere seri a 17 anni", e nello stesso tempo è il momento in cui si decide chi sei e chi vorrai essere.

Disarmante prendere atto che siamo alla deriva, in una situazione disperata. Se un tempo sesso, droga e rock'n'roll avevano un valore legato a idoli musicali, politici, idee e valori. Qui siamo davanti a quattro ragazze per le quali la vita non vale niente, sono mostruosamente avide, e si buttano in tutto quello che gli accade - apparentemente senza paura della morte - forse perché sono già morte dentro.

Inizia, con una rapina, in provincia ma si sposta subito in una Miami lisergica, dai pericoli noir e dai colori di un cono millegusti - dietro all'obiettivo c'è Benoit Debie, il direttore della fotografia di Gaspar Noé - Spring Breakers di Harmony Korine è uno scatenato tributo a Miami Vice e al selvaggio rituale universitario della vacanza primaverile in Florida. Le dive disneyane Selena Gomez e Vanessa Hudgens, insieme alla Benson e a Rachel Korine, sono corrotte dalla febbre del divertimento sfrenato, ma soprattutto da James Franco ovvero Alien. Alle musiche il mago dell'elettronica Skrillex e Cliff Martinez.

Spring Breakers è un film altamente spirituale, perché raccontandoci l'altra faccia della medaglia, non fa che intensificare quello che manca in questo mondo fittizio fatto di soldi, droga, sesso e divertimento. E dove, inesorabilmente, arriva il down. Quando si vive solo per il piacere, si diventa ‘addicted’, ovvero dipendenti, e, anche se tutti siamo dipendenti da qualcosa, la dipendenza dal piacere porta alla morte, visto che non ha limiti. Non ti basta mai, ne vuoi sempre di più, e il tuo corpo, la tua anima, la tua esistenza sono in vendita per un tiro di coca o un boccata di crack.

Harmony Korine lei ha sempre raccontato ragazzi con queste caratteristiche, votati all’autodistruzione. Le quattro protagoniste di Spring Breakers sono la continuazione dei Kids del 1995? “Da un punto di vista tematico – ci dice il regista - direi di sì, che può essere una valida lettura. Ma, sostanzialmente, io parlo delle persone dalle quali vengo attratto e trovo i protagonisti di Spring Breakers tutti veramente interessanti. Inoltre ho utilizzato queste vacanze, molto famose, negli Stati Uniti perché rappresentano per molti adolescenti un periodo di passaggio nella loro vita che non si dimenticheranno mai più”.

Avere nel cast due attrici che provengono dal mondo Disney e catapultarle in un inferno fatto di bikini fosforescenti, sesso sfrenato, cocaina, alcool, rapine a mano armata è stata una scelta ben precisa? “Assolutamente sì, adoro queste principessine del mondo Disney e mi piace molto sporcarle, imbrattarle. Era un mio sogno da sempre, una fantasia che coltivavo da lungo tempo il poter lavorare con Vanessa Hudgens o Selena Gomez… Io che di solito lavoro con la mia musa Chloe Sevigny, un altro pianeta. Ma per Spring Breakers mi servivano proprio ragazze di bell’aspetto, carine, non le solite bonazze di turno, giovani, che dietro quel faccino alla Britney Spears nascondono un’anima nera. Non sono dark, sono senza futuro, senza speranza. Ma io non giudico mai i miei personaggi. Questo è quello che vedo e lo racconto con il mio stile. Sul perché siamo arrivati fino a questo punto, chiedetelo ad un sociologo, se ha la risposta?! Ed è stato facile lavorare con queste attrici, tutte hanno accettato con grande entusiasmo senza preoccuparsi di quello che penseranno i loro fan, che vivono nel magico mondo Disney, quando le vedranno sullo schermo in questo film”.

Nel film oltre al fatto che James Franco è un rapper c’è moltissima musica, un aspetto fondamentale per il suo tipo di cinema? “E’ così da sempre e per svariati motivi. Nel 1998 ho pubblicato un libro intitolato A Crack Up at the Race Riots, un collage di frammenti di dialogo, lettere di Tupac Shakur, biglietti di suicidi, progetti cinematografici ed altri elementi eterogenei. Ho diretto video musicali per band come i Sonic Youth, Cat Power e Will Oldham. Ho scritto assieme a Björk il testo di "Harm of Will", brano contenuto nell'album Vespertine (2001). Ho anche cantato nel brano di Will Oldham "Ease Down The Road". E per Spring Breakers ho affidato la colonna sonora a Skrillex che ha solo 24 anni ma è un talento raro”.

La musica le è anche servita per evidenziare il suo stile narrativo… “Non potrei utilizzare questo stile così rarefatto senza l’aiuto della musica. Per me un film è narrazione liquida, deve essere come una esperienza sensoriale, una poesia pop, un poema pop. Quindi per Spring Breakers pochi dialoghi, molta musica, colori flou… ho cercato di ricreare quella sensazione che si può provare quando si va a vedere una mostra di qualche artista di avanguardia e, con questa scelta stilistica, le parole diventano ostacoli”.

James Franco per lei che esperienza è stata lavorare con Harmony Korine? “Fantastica, perché io come lui voglio sempre essere sorpreso, da tutto. Dal cinema, dalla letteratura, dall’arte, dalla musica, io mi nutro di tutto ciò. In particolare per questo film sono arrivato che erano già a metà riprese e sono entrato subito in sintonia con Harmony e con le ragazze, di conseguenza si è svolto tutto senza sforzi e, anzi, mi sono anche molto divertito. Se posso aggiungere la mia idea sulla scelta di Selena e Vanessa credo che i loro fan Disney si divertiranno molto vedendole con questi costumini da bagno, con le pistole in mano, mentre si rotolano tra valanghe di dollari. Credo che Harmony abbia scelto quattro protagoniste perfette. Volto d’angelo e anima venduta, direi svenduta, al peggior offerente”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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