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Spiderman Turn off the Dark debutta ufficialmente oggi a Broadway

Attualità

14/06/2011

Il nostro inviato ha assistito all’ultima anteprima dello spettacolo più costoso della storia del teatro.

(New York) E’ una tensione palpabile quella che si respira all’interno del Foxwood Theater sulla Quarantaduesima strada, a pochi passi da Times Square: Spiderman Turn off the dark il musical più costoso della storia il cui budget si aggira intorno ai sessantacinque – settanta milioni di dollari e la cui produzione tormentata ha fatto a lungo parlare di sé, è sempre sotto gli occhi dei media. A differenza da quanto accade in genere a questi eventi, il personale del teatro è visibilmente teso e tutt’altro che rilassato. Durante la rappresentazione, ogni piccolo errore più o meno percepibile da tutti, peraltro inevitabile in uno spettacolo di tale complessità visiva e artistica, viene accolto con il fiato sospeso. Anche quando uno spettatore si muove, anche solo magari per uscire un attimo dalla sala, ecco che le maschere controllano con discrezione che non sia un mitomane o qualcuno in cerca di fama legando il suo nome a quello dell’immensa ragnatela che compare in tutto lo show.

Ma se il personale è teso, il pubblico, invece, è rilassatissimo e sin dalle primissime scene non riesce a trattenere l’entusiasmo per l’ambizioso meccanismo narrativo messo in scena dalla regista Julie Taymor, autrice del copione insieme a Glen Berger e Roberto Aguirre Sacasa e licenziata lo scorso marzo, alla fine del primo ciclo di anteprime, iniziate nuovamente a maggio e terminate ieri sera. Oltre centocinquanta preview, la più lunga serie che Broadway ricordi, sono state dovute all’impossibilità di provare lo spettacolo, come tradizione, in un’altra città prima di portarlo a New York. Troppo difficile e troppo articolato, con una scenografia spettacolare contro cui si stagliano diversi uomini in calzamaglia che combattono tanti nemici storici di Spiderman da Kraven fino ad arrivare a quel Goblin protagonista insieme all’Uomo Ragno di uno spettacolare duello aereo sulle teste degli spettatori. Sarebbe stato un incubo allestire un teatro altrove eppoi muovere una produzione complessa da ogni punto di vista. E perché poi? Considerati la storia, lo humour e l’ambientazione, sembra giusto che sia stata New York a vedere nascere e crescere il musical incentrato sul supereroe newyorkese per eccellenza.

Mentre Bono e The Edge degli U2 hanno rilasciato un’intervista molto arrabbiata al New York Times dicendo che non avrebbero mai accettato di partecipare al progetto se avessero previsto quanto sarebbe stato ‘lungo e complicato’, l’ex regista Taymor ha fatto causa alla produzione per avere 300.000 dollari di arretrato. Del resto, il nome della regista campeggia ancora sull’enorme manifesto che copre integralmente il teatro dove, almeno per il momento, non si fa cenno del nuovo regista Philip William McKinley che ha riscritto alcuni momenti dello spettacolo e che ha inserito qualche battuta autoreferenziale sulla ‘tragedia’ dello show. Viene, infatti, anche il dubbio che quando Spiderman ‘crolla’ per ben due volte sulla platea durante la battaglia con Goblin, sia una trovata per dare la sensazione agli spettatori che si stia ripetendo qualcuno degli incidenti che lo scorso inverno hanno tormentato la prima serie di rappresentazioni.

Ignorato dai Tony, gli Oscar del teatro di Broadway, Spiderman Turn off the dark ha visto il tutto esaurito anche alla sua ultima anteprima, nonostante la crisi economica continuamente ricordata dalle news dei maxischermi di Times Square e a dispetto dell’elevato costo dei biglietti che oscillano da un minimo di 90 dollari per la seconda balconata fino ad arrivare ad un massimo di 314 per la platea. E dire che, forse, il posto più prestigioso è stato occupato da una bambina della prima balconata che si è vista arrivare Spiderman proprio a fianco e che con lei ‘ha battuto il cinque’ suscitando un applauso generale e l’invidia dei tanti piccoli spettatori presenti a teatro.

La realtà è che, a dispetto degli incidenti, delle cause e delle polemiche, Spiderman Turn off the Dark resta un progetto visivamente ambizioso e straordinario che unisce la tradizione di Broadway all’agilità fisica del Cirque su Soleil. Sin da subito, ovvero da quando Peter Parker scopre di avere poteri straordinari, vediamo l’attore e cantante Reeve Carney decollare verso il teatro tra fili e ragnatele, raccontando la storia del suo amore per Mary Jane Watson interpretata da Jennifer Damiano e ostacolato da Patrick Page alias Norman Osborn / Goblin.

Proprio oggi, poi, esce in tutto il mondo la colonna sonora composta da Bono e The Edge per lo spettacolo che veniva, in compenso, venduta in teatro in anteprima. Un altro modo di fare soldi e di contenere le perdite elevatissime che oggi si aggirano intorno ai settanta milioni di dollari a fronte di incassi che sono già arrivati sulla soglia dei trenta e che, grazie proprio al merchandising, dovrebbero portare entro la fine dell’anno in pareggio lo show. 

Numeri a parte, l’affetto e l’entusiasmo del pubblico sembrano circondare l’intero cast che viene accolto sempre con grandi applausi e fischi di incoraggiamento. Dal direttore del Daily Bugle Jonah Jameson a Zia May vediamo sfilare tutti i personaggi ricorrenti del fumetto cui la Taymor ha aggiunto elementi di cultura pop e tradizione classica. Lo show si apre con Peter Parker che illustra il mito di Aracne, la dea trasformata in ragno che, in seguito, torna a consolare il ragazzo nei suoi sogni. Nelle due ore e mezza di durata, Turn off the dark propone il racconto delle origini del personaggio, passando per i momenti salienti come la morte dello zio Ben, la lotta sul ring per trovare i soldi allo scopo di comprarsi una macchina e a l’amore per Mary Jane, celebrato nel finale, dopo la sconfitta di Goblin, nel bacio a testa in giù che conclude la serata tra gli applausi.

Sebbene i personaggi non siano del tutto esplorati e se non si conosce bene il fumetto qualche passaggio potrebbe risultare, forse, poco chiaro, Spiderman Turn Off the Dark è un vero gioiello, emblema della città di New York i cui grattacieli caratteristici emergono dentro il teatro in un crescendo spettacolare di scene e situazioni che danno l’impressione allo spettatore di trovarsi insieme all’eroe sulle vette di New York. Una consacrazione della cultura dei fumetti che oltre ad avere vari esempi recenti al cinema, sta impregnando sempre più il nostro immaginario.

Se, come ci viene ricordato proprio da Parker, ‘con i grandi poteri arrivano le grandi responsabilità’ è vero che quando il talento artistico diventa così ambizioso e visionario, è difficile raggiungere la perfezione in breve tempo senza imprevisti e fatiche. Spiderman Turn Off the Dark avrà forse bisogno di qualche ulteriore messa a punto, ma il risultato finale è che gli spettatori risultano conquistati e desiderosi, magari, di tornare a teatro per quello che resta un vero grande evento della storia dell’entertainment, la cui travolgente spettacolarità non può essere messa in discussione da nessun avvocato, da nessun guaio tecnico e da nessuna polemica che anzi, come spesso accade nello show business, non fa altro che alimentare la fama e la forza di uno spettacolo.

Nota della redazione: Cogliamo l’occasione dell’articolo del nostro giornalista, Marco Spagnoli, per ricordare la scomparsa di Laura Ziskin, morta il 13 giugno 2011, a causa di un cancro all’età di 61 anni. Laura è stata tra i produttori della trilogia cinematografica di "Spider-Man" diretta da Sam Raimi e anche del nuovo The Amazing Spider-Man che uscirà il prossimo anno.

Scritto da Marco Spagnoli
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