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Source Code: il mio lavoro con Duncan Jones - Intervista a Jake Gyllenhall

Attualità, Interviste, Personaggi

18/04/2011

“Ogni film che ho fatto mi ha lasciato qualcosa di importante. Donnie Darko, per esempio, ha rafforzato la mia convinzione che non importa quanto sia difficile fare del cinema. Se hai delle idee e una passione che ti aiuta a superare tutti gli ostacoli, alla fine, non potrai fallire". Jake Gyllenhall parla così della sua carriera. L’attore protagonista dell’affascinante film di Duncan Jones intitolato Souce Code è convinto che, alla fine, la qualità trionfa sempre e il pubblico apprezza le storie originali. Come nel caso della pellicola diretta dal figlio di David Bowie, ma anche come era capitato in passato con il film di Richard Kelly e, ovviamente, il controverso Brokeback Mountain di Ang Lee. “Anche quella produzione si sarebbe potuta rivelare un disastro. Alla fine, però, come in questo caso, quando tu lavori molto duramente per portare sullo schermo la visione originale del regista, ecco che immediatamente le cose funzionano e gli spettatori apprezzano la tua sincerità. Detto questo ciascun film ha le sue specificità e l’importante è crederci sempre.”

Cosa l’ha affascinata del lavoro di Duncan Jones?

La sua capacità di rubare al grande cinema del passato, ma al tempo stesso anche di sapere mantenere una ‘voce’ originale nel suo lavoro. Moon è un film incredibile, straordinario dove la visione di Duncan scorre sotto tutte le immagini come un fiume carsico in piena, ricco di idee e di originalità. Ho trovato un milione di idee ribadite con grande consapevolezza di sé. Di lui mi piace la capacità di guardare tutto: la storia, la qualità delle immagini e della narrazione, nonché la recitazione degli attori.

Una cosa che i registi non sempre riescono a fare: alle volte hai degli ottimi effetti visivi e dei grandi attori, ma la storia fa pena; altre hai una grande storia raccontata miseramente e con delle pessime interpretazioni, altre ancora, invece, hai bravi attori e una grande trama, ma con un immaginario visivo deprimente. Duncan, invece, è capace di gestire tutti questi elementi insieme.

Lei ha interpretato grandi blockbuster e pellicole indipendenti: come sceglie i progetti?

Le storie, i registi e la qualità della produzione sono le cose che mi interessano di più. Per il resto i film dove ho avuto maggiore successo sono quelli indipendenti quindi…

Source Code vive sotto l’influenza di un grande immaginario fantascientifico e tutto dipende dalla collaborazione più stretta possibile con il regista. La collaborazione è la cosa che apprezzo di più nel fare film e, in particolare, per un progetto come questo.

Un esempio?

Quando un regista ti dà così tanta fiducia ti senti stimolato nel tuo lavoro a fare sempre il meglio. Questo ti consente di prendere dei rischi che, altrimenti, non avresti il coraggio di affrontare. Il risultato finale di questo progetto mi rende molto orgoglioso.

Scritto da Marco Spagnoli
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