questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Sotto una buona stella: se Carlo Verdone incontra Billy Wilder e Frank Capra

12/02/2014

A dispetto di un trailer vagamente fuorviante, Sotto una buona stella è uno dei film di Carlo Verdone più riusciti e commoventi a dispetto di momenti di grande comicità.

Un nuovo passo nel percorso malinconico nell'Italia di oggi all'insegna di "quello schiaffo e di quella carezza" che costituiscono i pilastri di della un po' sintetica filosofia del cinema di Verdone degli anni Duemila. 

Una pellicola per certi versi molto divertente in cui Verdone ha come sparring partner un'attrice dall'immenso talento comico come Paola Cortellesi, ma anche una narrazione che lascia addosso un senso di inquietudine ragionata, in cui Verdone dimostra di essere non solo un grande regista e un commediante di pregio infinito, ma anche un fine osservatore

di un presente amaro in cui i mostri non sono più 'gli altri', ma noi stessi. E' un po' come se nel corso del tempo, il giovane e vivace sovversivo di Un sacco bello avesse lasciato calare una maschera dietro alla quale ritrovare un altro se stesso: segnato dal tempo, ma - soprattutto - da un'epoca amara, forse, meno caciarona e più fintamente elegante, ma 

al tempo stesso privata di quei valori che segnavano lo sfondo di quella società in cui si muoveva quel ragazzo. 

Verdone ne è, probabilmente, consapevole ed è così che questo film - come molti tra i suoi ultimi lavori - pur non essendo assolutorio è mosso da una certa compassione in senso buddista nei confronti di personaggi vittime dei tempi, ma anche - senza dubbio - di loro stessi e della propria pigrizia e ignavia.

E' così che, quindi, si presenta il suo protagonista: un padre fallito, un professionista che ripete di 'non essere indagato' (la parola onestà non viene né sbandierata, né enfatizzata) e il cui merito più grande sembra il  virile buon gusto per procaci ventenni dal fisico più interessante dei loro ragionamenti.

Quando, però, la vita viene a bussare alla porta con la scomparsa dell'ex moglie, le indagini della finanza e la disoccupazione, ecco che l'uomo deve rivedere le sue priorità in una spirale di situazioni tragicomiche in cui tutti, più o meno, possono riconoscersi a dispetto, ovviamente, delle differenti circostanze.

Il padre inetto quanto il lavoratore, si trova dinanzi ad una sequela di situazioni che metterebbero a dura prova chiunque e il dramma sembra dietro l'angolo fino a quando una vicina apparentemente squinternata bussa (è proprio il caso di dirlo) sulle pareti di casa con un trapano la cui impetuosità è degna della 'forza del destino'.

Il surreale incontro tra i due protagonisti porta alla costruzione di un'improbabile storia d'amore con un uomo ed una donna riluttanti ad ammettere i propri sentimenti, osservati da ventenni in crisi quanto gli adulti, pronti a prendere tutto, ma a dare poco o nulla.

Un film disperato in apparenza, che, invece, suggerisce fortemente la speranza di potersi aprire al cambiamento, perché la vita ti sorprenderà sempre.

Cinematograficamente molto classico, il tono inedito del film verdoniano è dato anche da una claustrofobia forzata dai due appartamenti contigui che obbligano i loro abitanti ad un confronto costante e tutt'alto che in linea con le regole del buon vicinato. Verdone costruisce un film alla Billy Wilder con personaggi tutt'altro che eccellenti cui va la nostra

simpatia per il loro sforzarsi ad essere migliori, ma - soprattutto - per il loro seguire un improbabile orizzonte degli eventi.

Oltre al duo Verdone - Cortellesi che ci auguriamo, un giorno, di rivedere al cinema insieme da menzionare il fascino insolito di Tea Falco e il carisma di un Lorenzo Richelmy che piace per il suo essere equilibrato e credibilmente malinconico senza forzature.

Un film mai sopra le righe che costituisce un commento ad un presente non facile per tutti che, però, al tempo stesso non deve diventare 'fatale' per nessuno.

Una narrazione intimista, perimetrata e al limite del claustrofobico da cui esce fuori l'insolente e sovversiva genialità verdoniana che conduce lo spettatore alla scoperta

di una storia di padri non migliori dei propri figli, ma che - al tempo stesso - non si arrendono di fronte alla possibilità di una 'buona stella' e di un futuro, in ogni caso, migliore. 

Un film dove lo schiaffo è, forse, più sonoro della dolcezza della carezza, ma che dato da Carlo Verdone è non solo benvenuto, ma addirittura salutare.  

Scritto da Marco Spagnoli
Tag: non vi sono tags per questo articolo
VOTO
 

LA PROSSIMA SETTIMANA