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Sorrento: L’Italia protagonista, tra nuove produzioni e il ricordo di un grande Maestro

Attualità, Trade

30/11/2010

In questa seconda giornata a Sorrento, assolutamente e inevitabilmente rattristata dalla scomparsa del grandissimo Mario Monicelli (anche se, avendolo conosciuto, non siamo sicuri che tutti questi apprezzamenti gli avrebbero fatto piacere, ma per noi lui è parte fondamentale della storia del cinema), the show must go on e quindi ci sono state le Convention di Distribuzioni importanti come la Walt Disney, la Bim e la Sony. Seguiranno 01 Distribution e 20th Century Fox, e vi aggiorneremo in seguito.

Per quanto riguarda le produzioni e distribuzioni di film italiani che, oramai da anni, coinvolgono anche le Major Americane, la Disney ha presentato Febbre da Fieno un film di Laura Luchetti. Il cast composto da Diane Flery, Andrea Brosca, Camilla Filippi, Giulia Michelini, è una love story post-adolescenziale, molto romantica, ambientata sullo sfondo di una bellissima Roma estiva, baciata dalla brezza del Ponentino, il vento che secondo la leggenda aiuta gli innamorati timidi a trasportare i messaggi d'amore, e, in questa atmosfera si snoda la storia dei due protagonisti principali: Matteo e Camilla. Lui, ventisei anni ancora perdutamente innamorato della sua ex-fidanzata, Giovanna, che un anno prima lo aveva lasciato per una donna; il vero romantico per definizione, insegue l'amore ideale finendo col perdere di vista la realtà. 

Durante la presentazione della Bim che, come ha sottolineato più volte Valerio De Paolis, da anni cerca di variegare il più possibile il loro listino. Il titolo di punta è: Il Gioiellino di Andrea Molaioli. Prodotto dalla Indigo Film , quelli di La ragazza del lago sempre di Molaioli e Il Divo di Paolo Sorrentino, questa pellicola è un forte investimento in produzione e distribuzione per la Bim. Dato che il film parla dell’Italia di oggi, delle truffe, di come fare soldi ai danni dei contribuenti, ed è girato oltre che nel nostro Paese anche a New York e Mosca. Protagonisti un sempre eccellente Toni Servillo nei panni del ragioniere Ernesto Botta, Remo Girone ovvero l’industriale Amanzio Rastelli e la segretaria di Botta e nipote dell’industriale, Laura Aliprandi interpretata da Sarah Felberbaum. Il film, anche se non è stato esplicitamente detto da De Paolis, ripercorre gli eventi del crack Parmalat con l’arresto di Calisto Tanzi.

La Leda è una delle maggiori aziende agro-alimentari del Paese: ramificata nei cinque continenti, quotata in Borsa, in continua espansione verso nuovi mercati e nuovi settori.
Quello che si dice un’ gioiellino’. Il suo fondatore, Amanzio Rastelli, padre padrone dell’azienda, ha messo ai posti di comando i suoi parenti più stretti: il figlio, la nipote, più alcuni manager di provata fiducia - malgrado i loro studi si fermino al diploma in ragioneria. Un management inadeguato ad affrontare le sfide che il mercato richiede a Leda. E infatti il gruppo s’indebita. Sempre di più.
Non basta falsificare i bilanci, gonfiare le vendite, chiedere appoggio ai politici, accollare il rischio sui risparmiatori attraverso operazioni di finanza creativa sempre più ardite…
La voragine è diventata troppo grande e si prepara a inghiottire tutto.

Prima della convention della Sony Pictures, tenuta da Aldo Lemme, alcune immagini e poche parole per ricordare Mario Monicelli. Per quanto ci riguarda pensiamo che le parole di Lemme siano le più adatte per salutare uno dei più grandi registi mai esistiti: “E’ difficile – ha detto Lemme – proseguire dopo questo omaggio con le nostre facezie. Però volevo dire che l’atto finale di Monicelli dimostra, ancora una volta, la dignità e il coraggio che ha contraddistinto tutta la sua esistenza”. Scene esilaranti e non da capolavori come i I soliti ignoti, La grande guerra, La ragazza con la pistola, Un borghese piccolo piccolo, hanno aperto un piccolo ricordo fatto dal giornalista Tonino Pinto che lo conosceva piuttosto bene. Ha ricordato il suo modesto appartamento nel quartiere Monti, a Roma, che Monicelli difendeva come un regno, perché vivere in modo ‘spartano’, affermava, ti permette di rimanere a contatto con la gente. Con la verità, con la vita. Un regista, un artista, che insieme ad altri suoi amici come Dino Risi, Petri, Germi, Rosi, hanno lanciato attori come Alberto Sordi, Monica Vitti, Vittorio Gassman e reso il nostro cinema indelebile. Una pietra miliare nella storia del cinema mondiale che, va oltre la splendida e irripetibile, ‘commedia all’italiana’. La pelle e l’anima. Facendo scoprire a chi non c’era dal dopoguerra in poi che cosa era l’Italia e gli italiani e portando la nostra storia e le nostre caratteristiche in tutto il mondo.

Oggi ci sarà la Convention di 01 Distribution e vedremo anche delle immagini dell’ultimo film di Nanni Moretti, Habemus Papam. Moretti non ci sarà. In fondo assomiglia molto a Monicelli, almeno per la coerenza, con il quale, invece, molti anni fa litigò furiosamente in una trasmissione televisiva finendo con la mitica frase: “Italiani ve lo meritate Alberto Sordi!”. Poi, come successe in Francia tra gli autori della Nouvelle Vague e quelli del Cinéma du Papa, il tempo ha smussato le incomprensioni. Ci sarebbe piaciuto chiedere a Moretti cosa ne pensava di un uomo della statura e del carattere di Monicelli in un momento e in un Paese dove ogni moralità, etica, coerenza sembrano solo brutte parole e non valori inestimabili, rari, da coltivare ed evolvere. Non glielo potremo chiedere ma siamo sicuri che Mario mancherà moltissimo anche a lui, come a tutti noi.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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