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Sonyhack: la Nord Corea non c’entra, è stata un’ex dipendente

Attualità

30/12/2014

Un bel colpo di scena, di quelli che fanno fare una figura pessima agli Stati Uniti, in particolare all’Fbi e ad Obama per non parlare della Sony e del film The Interview che grazie alla reazione patriottica degli americani sta ottenendo un discreto successo, e che metterebbero al centro del complotto, diventato suo malgrado, internazionale, nientemeno che un’ex impiegata della Sony Pictures, licenziata nove mesi fa che per vendetta avrebbe ordito il cyber attacco  con la collaborazione di un gruppo di “specialisti”.  Quindi se questa nuova ipotesi dovesse trovare ulteriori riscontri, non solo l’orrida Corea del Nord non c’entrerebbe niente, ma dopo tutte le accuse, gli insulti, i black out informatici, quantomeno il Presidente Obama dovrà porgere le sue scuse all’odiato dittatore Kim Jong un.

Sarebbe la stessa Fbi, quella che aveva già spergiurato urbi et orbi che dietro l’attacco alla Sony c’era lo zampino della Nord Corea, che adesso starebbe verificando la nuova pista che porterebbe diritto ad un’ex impiegata della major, molto ’social’, una trentenne identificata per ora con il nomignolo di Lena2, licenziata dalla Sony lo scorso aprile dopo otto anni, che per vendicarsi avrebbe aiutato e coordinato il famoso gruppo di hackers LulzSec (con il quale sarebbero stati riscontrati dei legami), per portare avanti l’impreso che tutti conosciamo. La pista ‘familiare’ era in verità già stata ipotizzata all’indomani dell’attacco, ma poi aveva perso quota di fronte a quella ‘internazionale’ del coinvolgimento nord coreano. Questa svolta clamorosa, ancora da confermare, nasce dall’indagine interna della società di security Norse, che afferma di aver individuato prove evidenti che l’attacco è stato portato avanti da sei persone, due delle queli residenti in Usa, una in Canada, una a Singapotre ed una in Tailandia. Tra queste sei persone ci sarebbe l’ex-impiegata della Sony,  con un ottimo background tecnico informatico. La società avrebbe inoltre trovato dei riscontri dei legami della suddetta con vari gruppi di hackers sia in Europa che in Asia. La Norse avrebbe quindi relazionato l’Fbi su queste scoperte, e quest’ultima starebbe verificando questi dati. “Non c’è nessuna prova credibile che altre persone, oltre a quelle indicate, siano intervenute in questo cyber-attack” conclude la denuncia della Norse. 

Scritto da Piero Cinelli
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