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Sir Ben Kingsley: Nizam il malvagio

18/05/2010

Esce domani, 19 maggio, il primo capitolo di una nuova franchise prodotta, dopo i Pirati dei Caraibi, da Jerry Bruckheimer, e tratta come la saga di Jack Sparrow, da un celebre videogioco.

Prince of PersIa è la storia del principe Dastan (Jake Gyllenhaal), in fuga assieme alla gran sacerdotessa Tamina (Gemma Arterton) per proteggere un potente pugnale contenente le sabbie del tempo, una sostanza mistica in grado di alterare il corso del tempo. Ma Dastan e Tamina non sono gli unici interessati alle sabbie e all’iconico pugnale e dovranno dar fondo a tutte le proprie risorse per proteggerlo da una schiera di malfattori comandati dal malvagio Nizam.

Del film, e del suo ambiguo personaggio, ne parliamo con Sir Ben Kingsley, l'attore Premio Oscar per il suo ritratto di Gandhi che racconta di essersi molto divertito nell'interpretare un ruolo così complesso e così subdolo.

Qual'è il rapporto fra il tuo personaggio, Nizam, e il re di Persia?

Il rapporto è basato sull’invidia. Da giovane, il mio personaggio ha avuto la possibilità di salvare la vita del re, cosa che ha fatto, ma, per via del suo carattere, se ne è pentito amaramente. Se non lo avesse fatto, Nizam infatti sarebbe diventato re. La sua invidia è profonda, ma è ben celata. Nizam sembra una persona rispettabile e un buon fratello e zio, ma quando la pressione monta finisce per rivelare la sua vera natura.

Nizam non è il tipico personaggio “cattivo”. È una figura molto complessa...

Grazie alla regia di Mike Newell, i personaggi, con la loro complessità, i loro difetti e desideri, giocano un ruolo importante. Newell ha fortemente voluto la mia presenza, per dare maggior peso ai personaggi. Voleva dare il giusto equilibrio tra l'azione, su cui il film si basa maggiormente, ed i personaggi. La trama è fantastica, ben sviluppata. E questo è importante perchè è la storia che si filma. Ma quanto ai protagonisti, ci sono tanti diversi livelli che entrano in gioco in questa famiglia disfunzionale.

Il cast messo assieme da Mike è eccezionale. Con chi reciti principalmente?

Nizam è un personaggio solitario, come lo sono in genere le persone invidiose. Non si fidano di nessuno, è difficile per loro creare dei rapporti e ritengo che Mike abbia sfruttato bene questa forma di solitudine.

Le scene di Nizam sono con i ragazzi, i nipoti, Dastan, Tus e Garsiv. Garsiv non vede l’ora lanciarsi in battaglia, Tus vuole diventare re a tutti i costi e Dastan deve dimostrare di non essere un semplice ragazzo di strada. Io sfrutto tutte queste loro insicurezze. Se non vi fosse questo aspetto nel mio personaggio, la sceneggiatura sarebbe meno ricca e meno densa. È una famiglia disfunzionale e ce ne sono tante in giro.

Non hai avuto nessuna esitazione, come attore scespiriano, a partecipare a un film basato su un videogioco?

No, per nulla. È ovviamente un gioco di gran successo, con molti appassionati, e sviluppare un film su queste basi è entusiasmante. Naturalmente è possibile che il pubblico si divida fra gli appassionati, che seguono la storia, oppure gli appassionati e conoscitori del videogioco, che potrebbero non riconoscersi affatto nel film o non riconoscere il gioco. E vi potrà essere infine un pubblico che vorrà scoprire il “perché  e il percome” delle scene. Ritengo che sia un punto di partenza interessante e una scelta molto intelligente.

Qual è stata la sfida più impegnativa che hai dovuto affrontare durante le riprese?

Trovare il giusto equilibrio nel recitare la parte di un uomo che mente senza farsi scoprire. È impossibile darla a bere ai miei nipoti... sono tre persone molto intelligenti. Quindi devo sostenere questo approccio machiavellico con un sorriso. Come lo stesso Shakespeare dice “uno può sorridere, sorridere e sorridere ed essere un furfante”.

Con quali armi pensi di raggiungere il tuo obiettivo?

La menzogna è la principale. Poi l'altra mia arma segreta sono gli Hassansin, le mie guardie personali, li uso come userei una batteria di missili. Sono incredibilmente disciplinati, affronterebbero qualsiasi nemico e sono completamente al mio servizio.

Possiedo anche una spada e il mio personaggio è un ottimo spadaccino. A volte estraggo il mio pugnale, in modo sleale, a sorpresa. Cerco di recitare tutte le scene fisiche, se possibile. Mi piacciono parecchio.

 

 

Scritto da Piero Cinelli
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