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Silvio Soldini e i suoi attori ci raccontano Cosa voglio di più

Attualità, Interviste

26/04/2010


Cosa voglio di più
è il nuovo lavoro di Silvio Soldini in uscita per Warner Bros. il 30 aprile con circa 270 copie. Uno dei migliori film italiani in circolazione. Interpretato da Alba Rohrwacher, Pierfrancesco Favino, Giuseppe Battiston, Teresa Saponangelo, Fabio Troiano e molti altri ottimi interpreti, la pellicola narra della passione travolgente che diventa amore tra Anna e Domenico, due persone già impegnate nella vita. La prima convive con il compagno Alessio il secondo è sposato e ha due figli. Il luogo è una Milano di periferia, di pendolari, di gente che ha un lavoro umile e che fatica ad arrivare a fine mese. Questo si riflette anche sul rapporto clandestino di Anna e Domenico mancano i soldi, un luogo per incontrarsi, il tempo. Nascono quindi le bugie, gli imbrogli, le scuse per vedersi. Ovviamente non è solo l’amore al tempo della crisi a frenare il loro rapporto ma Silvio Soldini riesce a raccontare una storia quotidiana, già sentita e vista, in maniera mai noiosa e, soprattutto, con grande realismo, intelligenza e grazia. Soldini è un regista che gli piace stare in mezzo alla gente, quella vera, quella che incontriamo tutti i giorni. E grazie alla sua straordinaria capacità narrativa - oltre all’ottima sceneggiatura scritta insieme a Doriana Leondeff e Angelo Carboni - sempre attenta ai particolari, ai dettagli, ci fa entrare nelle esistenze di quelli che potrebbero essere nostri amici. Un’opera davvero notevole, da vedere, che racconta il regista: “Nasce dal racconto di una mia amica impiegata che ha avuto una relazione extra-coniugale e mi ha spiegato le difficoltà oggettive oltre che soggettive di portare avanti questo rapporto. Per questo motivo penso che Cosa voglio di più continui il discorso iniziato con Giorni e Nuvole. Là c’era una coppia che entrava in crisi nel momento in cui lui perdeva il lavoro, qui non siamo davanti alla vicenda di un tradimento ma a due persone che capiscono che vogliono di più dalla vita  ma non si sa se avranno le possibilità di esaudire i loro desideri. Per questo Cosa voglio di più è un film di mancanze: di tempo, di luoghi per incontrarsi, di soldi. Un innamoramento che avviene in un contesto familiare, sociale, culturale molto specifico, con tutti i condizionamenti e i sensi di colpa che ne derivano. Per ottenere questo ho raccontato persone normali, con i problemi, le angosce, i dolori, le gioie che tutti possiamo comprendere. Sono stato molto attento alla realtà, ai suoi dettagli, ai particolari di un amore – che molto probabilmente non avrà futuro – nella vita di oggi”.
Pierfrancesco Favino che esperienza è stata per lei essere il protagonista di Cosa voglio di più insieme ad Alba Rohrwacher e quanto sono state difficili le scene di sesso?
Che come si sa al cinema sono sempre le più difficoltose insieme a quelle di morte... “Una esperienza – afferma l’attore – totalizzante, direi viscerale. Sono particolarmente colpito, ora che ho visto il film finito, dalla capacità di Soldini di intercettare senza retorica un ambiente sociale di gente che lavora ma non ha mai abbastanza soldi senza alcun accenno di pietismo. Chi vede il film ama questi personaggi e non pensa mai: “O poverini...”. No, ogni personaggio ha una grande umanità e una grande dignità e questo si deve all’amore che il regista ha verso di loro. Non è un film sul tradimento è un film sulle qualità diverse dell’amore calato in una dimensione di realtà quotidiana. Certo che il pericolo che le condizioni economiche influiscano sulle emozioni lo trovo orribile, mi fa veramente paura, e so che può essere così. Per quanto riguarda le scene di nudo nessun imbarazzo o problema perché siamo stati sapientemente guidati dalla grazia che Soldini possiede”. “La fiducia totale nello sguardo di Silvio – continua Alba Rohrwacher – il rispetto che ha sempre mostrato per i nostri corpi, i nostri gesti, le insicurezze ci hanno dato una grande libertà che ci ha tolto ogni inibizione”. Aggiunge Giuseppe Battiston: “Come qualcuno ha fatto notare prima gli attori sono una categoria privilegiata a livello economico, almeno quelli che riescono a lavorare. Per questo anche a me ha colpito moltissimo lo sguardo mai dall’alto ma sempre a livello d’uomo che è riuscito a tenere Silvio per tutto il film”. Il finale di questo film lo possiamo definire aperto, che significato gli date? Silvio Soldini: “Io amo molto questo finale perché secondo me dà al film quel valore aggiunto che porta lo spettatore a riflettere. Io non amo quei film che dopo un’ora ho dimenticato e quindi cerco di fare film ai quali il pubblico possa ripensare, anche giorni dopo. Per me con questa chiusura il grande amore tra Anna e Domenico non finisce, ma lei preferisce chiudere. Ne conseguirà chiaramente un grande dolore ma è una persona che, dopo questa storia è maturata, cambiata, non so se tornerà alla sua vita passata... forse no. Qualsiasi strada scelga sarà comunque fatta con una consapevolezza maggiore”. Alba Rohrwacher: “Per me è un grande atto di coraggio, uno sguardo aperto sul futuro”. Pierfrancesco Favino: “Anche io penso che sia un finale ottimo però mi chiedo: ‘Le condizioni economiche di Anna non sono cambiate, quindi le saranno date delle alternative?. O la realtà si ripresenterà la stessa di prima?’ E’ decisamente un finale che fa riflettere e dove ogni spettatore potrà proiettare la sua versione dei fatti”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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