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Silvio Orlando

Interviste

24/02/2006
Nonostante la impenetrabile cortina fumogena che circonda il film di Nanni Moretti, più 'top secret' di sempre, abbiamo avuto la possibilità di incontrare Silvio Orlando, protagonista del film, nel ruolo - lo abbiamno scoperto durante l'intervista - dell'alter-ego di Moretti.


Fermo restando che non ci dirà nulla della trama, cosa ci può dire del personaggio che interpreta?

Anche sul mio personaggio devo tenere fede al riserbo concordato con Moretti, che vuole che il pubblico arrivi alla visione del film nella condizione migliore. E se dovessi raccontare il mio personaggio vi dovrei dire la trama del film. Certo dalle anticipazioni uscite fino ad ora il mio ruolo non è stato nemmeno menzionato mentre invece è centrale.

Parliamo dello stile allora. E' più vicino al realismo del cinema di impegno civile di Le mani sulla città di Rosi, oppure è grottesco, surreale?  

Il Caimano è un film con tanti piani, molto stratificato. Per usare una metafora che piacerebbe a Nanni direi che è come un Saint Honoré, a strati. E' un film grottesco ma anche realistico, molto visionario. E' un film politico ma non è un film 'indignato', come ci si potrebbe aspettare da un regista che non ha mai nascosto le sue idee, che certamente non concordano con chi sta al governo attualmente. In questo senso credo sia lontano anche dai film di impegno civile alla Rosi per intenderci. Per quanto riguarda il mio personaggio, il mio strato di film diciamo, è un film molto divertente e anche molto dolente. E' una commedia molto malinconica, in cui si ride moltissimo. Non ho visto il film finito, montato, però da quanto ho percepito dalle riprese mi sento di dire questo: Il Caimano è un ritorno ad un cinema di Moretti meno realistico, per capirci lontano da film come La stanza del figlio, e molto più vicino ad un film come Palombella rossa.

Palombella rossa (1989) era un film che attraverso la metafora della pallanuoto  e la perdita della memoria del protagonista, dirigente del PCI, raccontava la realtà di quegli anni. Che somiglianze ha con Il Caimano?


Rispetto a Palombella rossa ne Il Caimano non c'è un uso così evidente della metafora ma c'è un uso della visionarietà molto forte. E' un film molto visivo dove forma e contenuto sono coesi ed entrambi importantissimi per la storia. Moretti ha giocato come non mai sulla visionarietà delle immagini. C'è alla base del film una ricerca sul linguaggio cinematografico, una riflessione sul cinema. E sulla meravigliosa ossessione che rappresenta per le persone che lo fanno.

Ci possiamo aspettare lo humour devastante e le battute storiche dei film precedenti?

Nanni ha la capacità di intuire quello che è nella testa delle persone, i malesseri che sono nell'aria e riuscirli a sintetizzare con frasi brevi e pregnanti che rimangono al di là del film. E anche ne Il Caimano c'è questo suo uso personalissimo del linguaggio. Il Caimano è veramente pieno di cose, è zeppo di intuizioni per questo mi auguro che l'elemento politico non schiacci tutto il resto perché sarebbe riduttivo.

Il film esce il 24 marzo gli italiani voteranno il 9 aprile. E' un caso?

Ovviamente no. L'elemento politico è molto importante. Però sono anche sicuro che Il Caimano non finirà la sua storia il 9 di aprile. Credo che farà la sua strada come i precedenti film di Moretti. Magari con un invito al festival di Cannes. Ed anche la tensione politica è presente in tutti i suoi film, che hanno sempre raccontato un determinato periodo storico. Un film come Il Portaborse di Luchetti, interpretato e prodotto da Moretti, ci dà l'idea dell'urgenza che sente Nanni in determinati momenti. Il Portaborse ha messo in luce una profonda anomalia della politica e della vita nazionale. Il Caimano è molto più complesso, perchè c'è anche molto altro. E che lo farà apprezzare ad un pubblico più vasto, non solo a chi si aspetta una satira politica.

Ammesso che lei è da sempre un attore morettiano, che cosa c'è di nuovo in questo film, nel suo rapporto con lui?

Ne Il Caimano ho una responsabilità molto più grossa. Perché Moretti ha rinunciato a fare l'attore, a parte un piccolo ruolo, per dedicarsi a tutti gli altri aspetti del film: regia, sceneggiatura ecc. Mi sembrava come di fare un film di Woody Allen senza Woody Allen, perché il segno forte del cinema di Moretti è lui, come interprete, come maschera comica e drammatica di questi tempi. Quindi prendermi questo film sulle spalle mi ha preoccupato e inorgoglito moltissimo. La preoccupazione l'ho superata standolo a sentire il più possibile, cercando anche di prendere qualcuno dei suoi toni e dei suo modi di recitare. Mi aspettavo che avrebbe sviluppato un atteggiamento più aggressivo nei miei confronti, visto che lui non interpretava nessun ruolo e io, al contrario, prendevo sempre più spazio. Ma non è andata così anzi, mi pare che si sia divertito molto a fare 'solo' il regista.
Il fatto che abbia scelto me per questo ruolo non può che rendermi felice. Durante la lavorazione del film mi sono sentito come un'orchidea dentro a una serra con un caldo bestiale e con il giardiniere più esigente e più amorevole del mondo. Un giardiniere che ogni tanto usa come diserbante il napalm.

Non c'è più quindi Michele Apicella?

No, non c'è più e c'è Bruno Bonomo, il nome del mio personaggio. La scrittura è molto forte per cui alla fin fine rendere questo personaggio è stato anche relativamente facile. Anche perché ci sono molti elementi di farsa ne Il Caimano e io mi sento di essere nato per la farsa, io sono un corpo, un attore da farsa.

Com'è andata con il resto del cast: Margherita Buy, Jasmine Trinca, Michele Placido?

Con Margherita Buy siamo sposati ad honorem, è il quarto film che facciamo assieme e abbiamo lavorato anche in teatro. Margherita è una persona con la quale ho una affinità umana ed artistica totale. Jasmine Trinca con i suoi occhioni da cerbiatto dà questa immagine di fragilità che nasconde un'anima di titanio. E' molto più solida di quello che sembra, ha una grandissima forza e tenerezza. E Placido è quella meravigliosa canaglia che tutti conosciamo, uno con delle zampate da grande attore. E' una persona anche molto divertente ed è uno degli attori con il quale mi sono divertito di più.
Scritto da ADMIN
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