Brandon è un trentenne di successo che vive in un confortevole appartamento di New York. Per evadere dalla monotonia della vita d’ufficio seduce le donne, dividendosi tra una serie di storie senza futuro e incontri di una notte. Il ritmo metodico e ordinato della sua vita Brandon, entra in crisi con l’arrivo imprevisto di sua sorella Sissy, ragazza ribelle e problematica. La sua presenza dirompente spingerà Brandon a inoltrarsi nelle pieghe più oscure dei bassifondi di New York, per sfuggire al difficile rapporto con la sorella e ai ricordi che risveglia in lui.
Sarà nelle sale venerdì per Bim Distribuzione Shame, nuovo incontro tra il regista Steve McQueen e il suo pupillo Michael Fassbender. Accolto con grande calore (e clamore per via dei nudi del suo protagonista), allo scorso Festival di Venezia, il film è valso la Coppa Volpi a Fassbender, qui affiancato da Carey Mulligan, rivelazione del 2010.
E’ un film sulla natura dei bisogni umani, sulla ricerca del piacere e sulla dipendenza: Brandon ha apparentemente tutto, ma cerca di colmare con il sesso il vuoto che divora costantemente la sua anima. “Mi piace Brandon, mi piace tantissimo – afferma Fassbender - è uno difficile ma non diverso da noi. Non è cattivo, è gentile, cerca di fare del suo meglio… ma la sua realtà è tosta, molto cupa. Non si può che amarlo e provare empatia per lui, nonostante sia uno sicuramente poco familiare, ma riconoscibilissimo”. “ Per me le scene di sesso sono state la parte più difficile del lavoro –spiega – Poi sono un attore, Steve un grande professionista, le ragazze con cui avevo queste scene pure, quindi alla fine tutto è andato per il meglio ma se devo dire la verità non mi sono mai trovato a mio agio, tranquillo… direi proprio di no!”.
Chi ama Brandon – conclude Fassbender –è perché ha capito che, attualmente, siamo tutti dipendenti. Non importa se è sesso, droga, soldi, lavoro, giochi d’azzardo, fumo, Internet…L’importante è capire che le relazioni con gli altri esseri umani sono profondamente cambiate e sono proprio tutte queste dipendenze che le hanno modificate amplificando il senso di solitudine che, fa parte dell’essere umano, ma che in questo caso diventa patologico.
Girato a New York nei primi mesi del 2011, il film segue l’ottimo Hunger, prima collaborazione tra McQueen e Fassbender. “Michael è veramente un genio - dice McQueen - Io voglio lavorare col miglior attore in circolazione, e per l’appunto quell’attore è lui”.
Oggi vi mostriamo due clip in italiano…buona visione!




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