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Servillo ipoteca il premio Marco Aurelio come Migliore Attore Una Vita Tranquilla di Cupellini

Attualità, Personaggi, Recensioni

01/11/2010

Toni Servillo è lo straordinario protagonista del nuovo film di Claudio Cupellini, giovane regista che, qualche anno fa, aveva messo il suo talento al servizio della commedia Lezioni di cioccolato e che, adesso, torna a dirigere un’opera matura e decisamente più originale ed interessante.

Una vita tranquilla è l’enigmatico titolo di una storia che pur non volendo essere una diretta citazione, riecheggia recenti fatti di cronaca come, ad esempio, la strage di Duisburg in cui la ‘Ndrangheta dimostrò anche in Germania tutta la sua forza e ferocia.

In questo film, quindi, troviamo l’eco della cronaca in quello che è e resta essenzialmente un Noir molto composto, con protagonista uno, come sempre, straordinario Toni Servillo nei panni di un cuoco napoletano di grande successo. Comproprietario, insieme alla moglie tedesca, di un ristorante in un piccolo villaggio di provincia in Germania, l’uomo vede entrare in pericolo la tranquillità della sua vita, quando due giovani napoletani vanno ad alloggiare nell’albergo di lui.

L’incontro traumatico con un passato di cui nessuno sa nulla e di cui lui stesso non ha voglia di ricordare niente, è il motore di un dramma dinamico, in cui Servillo domina sulla scena dimostrando non solo il suo enorme talento, ma anche il suo essere simpatetico con un dramma che porta con sé qualcosa di romanzesco.

Un film interessante dove la sensibilità di Cupellini sta nel costruire intorno alla storia una dimensione narrativa dove niente è come sembra: chi sono i due ragazzi, perché sono in Germania e cosa abbia da temere il cuoco dall’incontro con i suoi compatrioti costituiscono le domande cui la pellicola offre una risposta in un crescendo drammatico dai toni di tragedia.

Un’opera complessa pur nella sua apparente semplicità in cui Cupellini con stile e perfino con sensualità e ironia, guida lo spettatore alla volta dei segreti del suo protagonista e delle scelte che quest’ultimo dovrà o saprà portare avanti per difendere tutto quanto quello che si è conquistato.

Non analisi sociale e di costume, ma pellicola di genere con una vocazione drammatica ed autoriale, Una vita tranquilla è un film molto apprezzabile grazie alla tensione della regia e ad una direzione degli attori dove ogni apparente banalità può nascondere una violenza cieca e disperata.

Una grande conferma quella di Toni Servillo e una piacevole sorpresa l’intuito registico di Cupellini e il suo fiuto nel fare emergere tutta la banalità della violenza, nonché, evidentemente, del male nell’orizzonte di una ‘vita tranquilla’ che assomiglia più ad un limbo dove espiare le proprie colpe che ad un vero e proprio sollievo.

Scritto da Marco Spagnoli
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