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Senza Pietà (ma con tante risate…)

Attualità, Recensioni

21/02/2012

Quasi Amici (Intouchables) di Olivier Nakache & Eric Toledano

Una commedia a tratti esilarante, ‘senza pietà’ e lontana dal buonismo. Un film che evita di scivolare nel cinismo o nella disillusione, giocando compiaciuto con il politicamente scorretto, seguendo un equilibrio vitale e mai volgare, in cui la schiettezza di uno dei protagonisti si scontra con un ambiente dove la raffinatezza, spesso, rasenta il confine con la noia.

Quasi Amici la nuova commedia francese campione di incassi a Parigi e dintorni, è un film popolare, ma al tempo stesso estremamente sottile nella sua visione di un mondo dove tutto è possibile, ma dove niente è scontato.

Come nel caso dell’amicizia nata per caso, tra due persone all’opposto: un ricco borghese di Parigi e il suo badante, un simpatico furfante finito a fare un lavoro che non cercava di cui, però, intuisce l’importanza e che, in fondo, finisce per piacergli.

Un po’educazione sentimentale, un po’, perfino, “my fair lady” con uno ‘pigmalione’ dell’altro nei confronti di aspetti differenti dell’esistenza, Quasi Amici colpisce lo spettatore per la forza dei due protagonisti e la profonda verità del loro rapporto: due amici uniti da quello che nel film è chiamato ‘pragmatismo’ e che in realtà è qualcosa di perfino più profondo e saldo, ovvero il legame tra due persone che si guardano con rispetto e stima dei talenti altrui, senza raccontarsi balle.

Interpretati da Jean Cluzet e Omar Sy i protagonisti di Quasi Amici sono due persone che hanno conosciuto il dolore e che per questo motivo non sono disposte a giocare con le parole: sin dal loro primo incontro il legame nasce sulla chiarezza di un rapporto difficile dove l’uno è dipendente dall’altro, e dove l’altro, al tempo stesso, scopre qualcosa in più rispetto al senso della propria vita.

Un gioco di ruolo intelligente e importante fondato su una sceneggiatura tutt’altro che banale, nonostante le ampie e non fastidiose inevitabili concessioni al reame del cinema commerciale.

Ispirato ad una storia vera, Quasi Amici è, per stessa ammissione, dei suoi autori un omaggio alla commedia all’italiana degli anni Settanta ed è figlio di un cinema capace di andare oltre il senso comune, prendendo in giro tutto e tutti, ma tenendo alti valori come ‘dignità’ e ‘umanità’.

Avremmo bisogno di più film così: per divertirci, certo, ma anche per capire qualcosa di più di quello che ci circonda e di come, nel caso, provare ad affrontarlo: senza pietà, forse, ma soprattutto, senza paura.

Scritto da Marco Spagnoli
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