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Segreti di famiglia: l’ultima sfilata dei fratelli Vanzina

Attualità, Interviste

21/03/2011

Carlo ed Enrico Vanzina ritornano sul luogo del delitto. Era il 1985 quando usciva il loro thriller ambientato nel mondo della moda, in particolare delle sfilate milanesi, con Sotto il vestito niente interpretato da una delle top model di allora, la danese: Renée Simonsen.

Ventisei anni dopo è tutto molto cambiato. Sotto il vestito niente – l’ultima sfilata (nelle sale dal 25 marzo, distribuito da Medusa, in 350 copie) mantiene con il primo film solo due legami: il mondo della moda milanese e il genere: il thriller, il giallo. Non si tratta né di un sequel, né di un remake. Per ovvi motivi non vi possiamo dire nulla della trama se non che il tutto ruota intorno allo stilista Federico Marinoni (magnificamente – come sempre – impersonato da quel grande attore che è Richard E. Grant) e della sua musa, l’indossatrice Alexandra (Alexandra Burman) che viene assassinata alla fine di una sfilata.

Ad indagare arriverà l’Ispettore Vincenzo Malerba (Francesco Montanari, meglio conosciuto come il Libanese in Romanzo Criminale serie tv) e al centro della vicenda si pone Britt (Vanessa Hessler) che prenderà il posto della defunta diventando il prossimo obiettivo del killer.

“Siamo tornati a Milano – afferma Carlo Vanzina, regista e sceneggiatore del film insieme al fratello Enrico e a Franco Ferrini – e abbiamo trovato un ambiente completamente cambiato. Negli anni ’80 la moda si identificava con i nomi di grandi stilisti, Versace, Armani ecc... e con il volto e il corpo delle prime top model, Naomi Campbell, Linda Evangelista, Christy Turlington ecc... Attualmente con la globalizzazione volti e stilisti sono più anonimi ma gli abiti sono diventati più protagonisti. Anche perché sono intervenute griffe molto più economiche che hanno cambiato le carte in tavola. Quello che ci interessava mostrare con questo film era un ambiente così affascinante e così effimero attraverso occhi diversi. Quelli dello stilista che è il vero protagonista della storia; quelli di un investigatore siciliano trasferito al nord e quelli di due modelle svedesi che, diventano, per competizione rivali”.

“Per quanto mi riguarda – aggiunge Enrico Vanzina – questo film è un grande melodramma perché narra di una famiglia dilaniata, di una dinastia ricca di talento e denaro dentro la quale cova del marcio. La trovo una pellicola anche piena di sentimenti, spero abbia commosso in certi momenti. E questo grazie, soprattutto, alla collaborazione con Franco Ferrini che conosce perfettamente il genere avendo lavorato anche con maestri come Dario Argento e al cast. Sugli attori voglio davvero spendere due parole perché hanno fatto un lavoro incredibile. La bravura di Richard E. Grant è fuori discussione, la sua carriera parla da sé; Francesco Montanari, a soli 26 anni per me, ha la stoffa di un Gian Maria Volonté e Vanessa Hessler è un vero cigno bianco in mezzo a tanti cigni neri. Hanno interpretato magnificamente quello che ci serviva all’interno di un film di fantasia, di puro genere thriller/giallo, come era nostra intenzione realizzare”.

“Infatti – continua Franco Ferrini – anche se il Maestro supremo della suspence è Alfred Hitchcock noi abbiamo lavorato con un plot tradizionale. In molti film di Hitchcock tu sai subito chi è il colpevole e la tensione viene mantenuta attraverso altri stratagemmi. Sotto il vestito niente – l’ultima sfilata, invece, è un film sul doppio. Il mondo della moda che nasconde e rivela, cela e mostra e il genere thriller tradizionale che funziona allo stesso modo. Nel nostro film non sai chi è l’assassino fino alla fine. Abbiamo cercato di utilizzare la seduzione tipica di Hitchcock, facendo in modo che lo spettatore non se ne renda conto, per creare un classico dove fai delle supposizioni ma non sai come si evolveranno gli eventi. Chi c’è dietro a questi delitti?”.

A proposito di paesi nordici. Dato che le due modelle che sostituiscono la prima vittima sono svedesi, quanto vi ha influenzato la narrativa di quel paese, pensiamo ad autori come Stieg Larsson e Anne Holt? E che fine ha fatto la Simonsen... “Per quanto riguarda questa ondata di scrittori di gialli svedesi – dice Carlo Vanzina – è un tipo di narrativa che ci ha influenzato davvero tanto. Oltre ad apprezzarli moltissimo come scrittori abbiamo cercato, attraverso le scenografie e anche le musiche del nostro collaboratore Pino Donaggio, di ricreare quelle atmosfere. Per quanto riguarda Renée in molti mi chiedono di lei e non è che sappia tantissimo. Dopo il film del 1985 ne abbiamo fatto un altro insieme Via Montenapoleone, allora era fidanzata con John Taylor dei Duran Duran e quando la storia finì ebbe un grave esaurimento. Dovuto anche a tutto quello che gira dietro le quinte del mondo della moda, del rock e non solo... So che da anni è tornata a vivere in Danimarca, che è sposata e credo felice. Se lo merita”.

In questo momento in cui in Italia spopolano le commedie due Maestri come voi di quel genere cambiano e ritornano al thriller... “Ci sono sempre piaciute le sfide – afferma Enrico Vanzina – e quindi confidiamo sul fatto che dopo questa sbornia di commedie italiane il pubblico abbia voglia anche di vedere altro... Il mondo della moda, come diceva giustamente Ferrini, è affascinante ma anche molto impalpabile. Oggi ci sei, domani non è detto. Non vi è nessuna sicurezza che continuino ad avere bisogno di te. Anche nel cinema per noi è andata così... a volte abbiamo fatto dei successi straordinari, a volte è andata bene e a volte malissimo. Ci piace osare. Per chiudere, a proposito di questa ondata di commedie che sono uscite, io le ho viste. Sono fatte molto bene, alcune mi sono piaciute anche molto, ma non raccontano il nostro Paese. Non dicono nulla dell’Italia. Non lo fa nemmeno il nostro film ma non era, chiaramente, il nostro fine. Mentre alcuni titoli recentemente usciti avevano questa ambizione e, a mio modesto parere, non è riuscita”.

“Che cos'è una modella? Un corpo, un volto, un po' di trucco, un bel vestito, e sotto il vestito... niente”, si diceva nel primo film del 1985, tratto dall'omonimo romanzo di Marco Parma. Ora cambiano le citazioni e sentiamo affermare nel film: “Una modella ha un solo amico: lo specchio”, frase presa da Glamorama di Brett Easton Ellis. Uno dei più grandi scrittori esistenti, che ha iniziato negli anni ottanta con Meno di zero e ha pubblicato il suo ultimo libro, Imperial Bedrooms, l’estate scorsa. Uno che del ‘nulla’ sa tutto!.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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