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Segreti & Bugie Anteprima di Mine Vaganti

Anteprime, Attualità, Recensioni

02/03/2010

Ferzan Ozpetek torna, in un certo senso, al passato, dando vita ad una saga famigliare intrigante e divertente, in cui il regista italo - turco mette insieme il suo amore per la vita e la sua enorme passione per il passato.

Un viaggio emotivamente molto denso di suggestioni in una Lecce fotografata in maniera straordinaria da Maurizio Calvesi dove un gay interpretato da Riccardo Scamarcio torna a casa dalla famiglia dominata da un padre conservatore, proprietario di un grande pastificio per fare outing e starsene così tranquillo a Roma e vivere una vita da aspirante scrittore.

Gli eventi, però, lo porteranno non solo a dovere restare nella città natia, ma anche a continuare a nascondersi per placare gli animi borghesi di una famiglia scricchiolante dove ogni persona sembra avere un segreto da proteggere gelosamente in quanto, almeno in apparenza, inconfessabile ad alta voce.

Tradimenti e bugie, silenzi e compromessi animano i membri della famiglia Cantone alle prese con una difficile transizione verso una modernità in ritardo.

In questo senso, Ozpetek e il suo sceneggiatore Ivan Cotroneo fanno di questa storia un viaggio personale alla volta della stupidità e del perbenismo, sintetizzati nella difficile relazione tra il personaggio di Scamarcio e la donna sexy e distaccata interpretata da una Nicole Grimaudo, bellissima ed irriconoscibile nella sua dolorosa quanto austera solitudine. Il loro tentato amore ha qualcosa di profondamente commovente, diventando una sorta di cartina di tornasole contro la quale scoprire il pregiudizio altrui.

Interpretato da un cast impressionante di attori di talento, coinvolti emotivamente in una commedia veramente corale, Mine Vaganti è un film in cui Ozpetek celebra, come nella danza finale, affetti e dolori, gioie e disperazioni in un valzer sospeso tra passato e presente, tra quello che appare impossibile e il resto che consideriamo improbabile. Un film delicato e sincero in cui il cinema di Ozpetek si riappropria di quella coralità che gli è propria per fare della storia di due fratelli alle prese con la propria identità e con le aspettative degli altri, uno specchio delle contraddizioni e incertezze della nostra epoca.

Un film intrigante in cui temi come omosessualità, famiglia, identità e speranza si sublimano in un percorso emotivo lirico e molto umano in cui Ozpetek ci prende per mano con intelligenza e lungimiranza, guidandoci con ironia e intelligenza, in un ballo emotivo reso ancora più prezioso dalle musiche composte da quel genio che è il musicista Pasquale Catalano.

 

Scritto da Marco Spagnoli
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