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Se Torino e la cultura chiamano, Paolo Virzi’ risponde…

05/11/2013


Cinephile e pop, proprio come nello stile del suo nuovo direttore, Paolo Virzi, per la prima volta alla 'regia' del Torino Film Festival, che si svolge all'ombra della mole tra il 22 e il 30 novembre. Quasi duecento film che il regista toscano dice di aver scelto tra circa quattromila. In apertura ci sarà la commedia "Last Vegas" di Jon Turteltaub con tre 'vecchietti' del calibro di De Niro, Douglas, Freeman e Kline. In gara, tra gli altri, tre film francesi, due americani, e due italiani: la commedia sulla mafia diretta da Pif "La mafia uccide solo d'estate" e "Il treno va a Mosca" di Federico Ferrone e Michele Manzolini.
Racconta la sua prima volta a Torino come direttore, Paolo Virzi': "In un momento brutto in Italia, dove ognuno di noi e' chiamato a fare qualcosa, nelle sue possibilità, per le cose che ama. Ecco perche' dopo aver pensato a lungo sul fatto che io potessi fare qualcosa per il Festival, dopo tanti illustri direttori e colleghi, ho deciso di accettare. Torino e' un festival metropolitano, con appassionati da tutti il mondo ma anche e soprattutto da Torino, che con i suoi spettatori cinephile vigila che non ci siano fregature. Io sono un frequentatore di Festival e trovo che a Torinonon esistono i film 'salvaschermo' -come li ha chiamati in maniera geniale qualcuno - perché se no i torinesi sradicherebbero le sedie".
Torna la Festa mobile, una sezione contenitore, dove arrivano sollecitazioni anche provenenti da altri Festival. Qui passeranno i film fuori concorso, tra cui spiccano "Inside Llewyn Davis" dei fratelli Cohen, "Only lovers left alive" di Jim Jarmusch, "All is lost" con Robert Redford, "La regina della neve" di Carlo Mazzacurati, e il primo restauro digitale di "Otto e mezzo" di Fellini. Una 'Festa' che a colpito fin dal primo momento il nuovo direttore Virzi', per le caratteristiche di meltin pot che porta con se, dando la possibilità di proporre e riproporre straordinari film che hanno girato il mondo degli addetti ai lavori e meritano il proscenio della Mole.
"Poi abbiamo una nuova piccola sezione - racconta Virzi' -  che abbiamo chiamato 'E intanto in Italia', cercando di capire cosa stanno realizzando i registi di casa nostra. Saranno a Torino ad esempio Zaccardo, con un documentario tostissimo sulla foresta amazzonica, la Archibugi che mentre prepara un nuovo film ci mostra un DOC. 'Parole Povere', sul poeta Gianluigi Capoello. Alice Rorhwacher che ci farà vedere alcune se è del suo film , poi Zanasi, Zoro... Ecc.ecc. Non mancheranno le anteprime televisive insomma.... Grandi novità su tutti i fronti".
Massimo Causo così presenta la sezione da lui diretta e che Virzi' definisce - non senza un pizzico di divertita enfasi -  "la più sperimentale e libera tra i festival conosciuti". "Onde guarda ad un cinema nuovo, a nuovi linguaggi - racconta Cuso - ad una tensione verso il diverso, particolare, tra i generi e le durate di lunghi e corti, ma senza doverlo fare a tutti i costi. C'è ad esempio una cinematografia Portoghese che è in preda alla crisi come il Paese intero, con un centenario come De Oliveira che ha un film pronto ma che non riesce a completare, oltre a lui ci sono altri giovani autori -quattro dei quali avremo a Torino - in una sorta di piccola retrospettiva che abbiamo dedicato a chi faticosamente ancora crede e lavora sul linguaggio cinematografico al tempo della crisi".
"Abbiamo tenuto presente il cinema popolare -prosegue Virzi - quello che il pubblico corre a vedere in sala, una passeggiata nelle vette del box affine europeo: dalla Svezia un grande biopic, dall'irlanda una commedia spiritosa, un addio al celibato esilarante, un inedito italiano che immaginiamo possa avere un grande successo, di Claudio Amendola, 'La mossa del pinguino', siamo orgogliosi di ospitare l'esordio alla regia pop di un campione del cinema pop come Claudio".
"La sezione DOC presenta due belle competizioni, una internazionale ed una nazionale" racconta il curatore Davide Oberto: "Sul documentario si sono dette talmente tante cose che forse bisognerebbe cercare di guardrail, piuttosto che scrivere e parlarne tanto. Va tra i generi, i formati, le nazioni, culture e sensibilità diverse. Un vero e proprio 'viaggio' che sono contento parta da Torino. Ad esempio i 12 DOC italiani in concorso, un po' come il discorso dei film portoghesi di Onde, testimoniano che malgrado la carenza di fondi c'è una grande freschezza di idee".
Manuela Martini anticipa anche una nuova sezione, particolare: "a Torino ci saranno anche i film che si vedono di notte, bizzarri, a volte sconvolgenti, poliziotti cattivi, horror, serial killer, musicali, biopic, insomma un after hour eccentrico per il pubblico torinese apprezza e che comincerà ogni sera alle 22.00".

di Titta Digirolamo

Scritto da Titta Digironimo
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