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Se sei così ti dico sì: un uomo alle strette tra nostalgia e successo

Attualità, Interviste

13/04/2011

Emilio Solfrizzi e Belen Rodriguez, davvero una bella sorpresa, un’accoppiata vincente. Almeno in Se sei così ti dico sì dove funzionano alla grande sotto la guida di Eugenio Cappuccio, la produzione dei fratelli Antonio e Pupi Avati e la distribuzione di Medusa. Il film arriverà nei cinema il 15 aprile in 350 copie.

Un film italiano diverso che mescola malinconia, dramma, commedia con una profonda riflessione su che cosa significa essere dei perdenti, ora, nel nostro Paese. E che cosa significa, anche, avere dignità e sapersi riscattare. Pietro Cicala, un grandissimo Emilio Solfrizzi, è un cantante che negli anni ’80 ha avuto successo grazie solo ad una unica canzone: Io, te e il mare. Finito il periodo di euforia per questo pezzo, tutti si dimenticano di Pietro, e lui ritorna nell’anonimato. Alla sua famiglia e al suo ristorante. Fino a quando, tramite un impresario, non gli viene proposto di partecipare alla trasmissione di Carlo Conti (che si vede nel film), I migliori anni. Dopo quel passaggio televisivo, i media, ricominceranno ad occuparsi di lui e a Pietro viene offerto di ritornare sul piccolo schermo. Rientrando nel mondo dello showbusiness Pietro incontra Talita Cortès (Belén Rodríguez), famosissima modella in tour per il lancio di un profumo.

Trai i due non c’è feeling, non si riconoscono. Lei così bella e star, lui ripulito ma ancora acciaccato e fragile. Ma con il tempo si conosceranno sempre meglio e scopriranno affinità inimmaginabili. Tanto che arriveranno ad andare insieme negli Usa e, soprattutto, Pietro ritornerà – grazie ad una nuova hit – Amami di più in vetta alle classifiche e in vetta alla sua esistenza.

I due interpreti presenti, insieme al regista Eugenio Cappuccio, vogliono parlare del loro nuovo lavoro che hanno molto amato e curato come un figlio. “E’ un film – afferma Solfrizzi – che amo molto, di cui sono fiero ed entusiasta e ringrazio Eugenio per avermi scelto. Sono ingrassato di otto chili, passavo più di tre ore al giorno al trucco, ma non è niente rispetto alle soddisfazioni che mi ha dato impersonare Pietro Cicala. Questo è uno di quei ruoli che ogni attore dovrebbe incontrare nella sua carriera. Mi nascondevo dietro Pietro, dietro tutto quel trucco, quei vestiti di paillette e così scivolavo nella sua pelle, all’interno del personaggio. Un uomo che stimo perché ha avuto il coraggio di reagire ad una pesante sconfitta che la vita gli aveva dato e senza arrendersi al cinismo. Pietro accetta di tornare in televisione, sapendo a cosa va incontro, si maschera, sta al gioco, e come se dicesse: ‘Sì sono come mi volete voi’. Ma in realtà rimane un uomo pieno di dignità che non si è dimenticato il suo passato e che vince proprio perché affronta tutte le sue paure”.

“Per me recitare – dice la splendida Belén Rodríguez – è un mestiere ma anche un modo di vivere. Sono molto grata al mondo del cinema per le opportunità che mi sta dando perché per me recitare è terapeutico, mi emoziona. Devo moltissimo alla televisione, pensate solo a Sanremo, però è tutto estremamente diverso quindi mi auguro che, dopo la comparsata in Montalbano e il cinepanettone, arrivino altri progetti come questo che mi hanno dato una felicità e un orgoglio di me stessa impagabili”.

Si piace quando si rivede sullo schermo? “Mai. – afferma Belén – Non mi posso vedere. Quando mi chiamano attrice mi vergogno. Ho ancora tanto da imparare, tanta strada da fare e, io sono una ragazza molto normale, che cerca di conciliare tutti i suoi impegni e fare sempre al meglio quello che le offrono. Sono molto fortunata ma non ho mai preso il mondo dello spettacolo con superficialità ma sempre con estrema serietà. Dicevo che non mi piaccio mai quando mi rivedo ma questo mi porta a riflettere molto su quello che ho fatto e come potere migliorare”.

Quindi non assomiglia alla Talita Cortès del film? “No. – dice decisa la Rodriguez – solo quando rido le assomiglio. E’ una ragazza troppo frivola e capricciosa e anche dispettosa. Io sono stata educata che il rispetto viene prima di tutto. E’ anche vero che nel film, grazie all’ottima sceneggiatura, Talita cambia molto, scopre attraverso Pietro valori che non aveva... ma rimango dell’idea che siamo completamente diverse. Ho un cuore grande, più grande di quello che mi è resa famosa: il mio lato B”.

Solfrizzi che cosa le è piaciuto maggiormente di questo progetto, di quest’uomo e della sua parabola che dalla Puglia lo porta al Texas. Dalla provincia alle grandi città. Dall’insuccesso al successo... “Tutto quello che avete detto. – afferma l’attore che qui canta e balla alla grande - Questa è una società che non perdona gli insuccessi e occorre ricordare che quando cadi, non cadi solo, ma ti porti dietro anche tutti quelli che contano su di te. Ci sono delle conseguenze. Anche il discorso sulla provincia è verissimo. Io vengo dalla Puglia e ho visto tanti di quei Pietro Cicala che non ne avete idea. A loro e alle loro storie mi sono ispirato, anche perché chi se ne va da un piccolo paese in un altro posto, una grande città, per fare qualcosa nella vita, solitamente non viene perdonato da chi rimane. Infine la cosa più agghiacciante per me è rivedere queste meteore o anche vecchie glorie, in trasmissioni come I migliori anni, dove cantano il loro pezzo con dietro, però, il video di quando erano giovani. E’ tremendo. Ci siamo veramente abituati a tutto, a qualsiasi crudeltà. Per questo, ripeto, stimo così tanto il mio personaggio perché lui sa tutto questo ma lo vive con estraneità, non lo accetta ma non si sottrae alla sfida quando il destino gliela ripropone”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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