questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Se Philip K.Dick incontra Ernst Lubitsch…

Attualità

06/06/2011

I Guardiani del Destino è un film insolito, che risulta molto divertente e perfino originale a patto di non porsi troppe domande e di non volere, peraltro in maniera più che lecita, trovare una soluzione ad ogni quesito aperto dalla sua trama.

Film d’esordio alla regia per lo sceneggiatore autore degli script per pellicole d’azione come Timeline, The Sentinel e The Bourne Ultimatum, I Guardiani del Destino tratto dal racconto di Philip K.Dick che in originale si chiama The Adjustment Bureau è una piacevole ‘contaminazione’ tra cinema di fantascienza e commedia sentimentale in cui i destini dell’umanità si confondono con quelli personali di un uomo e una donna incontratisi per caso in una toilette di un grande albergo di New York in una notte che, loro malgrado, cambierà per sempre le loro esistenze e, forse, perfino quelle di tutti gli abitanti del nostro pianeta.

Lui è un giovane candidato al Senato degli Stati Uniti, lei una misteriosa ballerina. Entrambi restano ‘toccati’ da questo incontro e un bel giorno, su un autobus per caso, si vedono di nuovo e hanno il tempo di scambiarsi i numeri di telefono. Quello che appare l’inizio di una storia d’amore come tante, in realtà, non doveva verificarsi, perché – secondo quanto scritto ‘nel piano’ – portato avanti da enigmatici agenti con tanto di cappello, era stato deciso ‘altrimenti’. Il ‘Presidente’ ha, infatti, progetti differenti per lui e per lei: l’uomo, portato sullo schermo con la solita convincente buona dose di normalità da Matt Damon, ha come destinazione finale del suo viaggio politico la ‘Casa Bianca’. Lei, invece, interpretata da Emily Blunt con quella grazia che giustifica un innamoramento a prima vista, dovrebbe potere diventare una delle coreografe più importanti della storia. Il ‘Presidente’ non può permettere che il loro amore, la loro felicità reciproca diventi di intralcio con i suoi piani per salvare l’umanità da se stessa. ‘Tutti gli uomini del Presidente’ devono provare ad impedire che i due stiano insieme e, se vogliono, possono anche farli sembrare dei pazzi, pur di evitare che ‘il piano’ venga intaccato. Riuscirà, quindi, l’amore a trionfare o entrambi dovranno inchinarsi ad un volere altrui che non conoscono e che, soprattutto, non hanno gli strumenti per capire…?

Intelligente, ma – soprattutto – divertente, I Guardiani del Destino richiama inevitabilmente le atmosfere del Lubitsch di Accadde in Paradiso o del Frank Capra de La vita è meravigliosa in cui schiere di presenze angeliche o demoniache apparentemente normali e distinte, interagiscono con la nostra modernità. Angeli o alieni che siano, i Guardiani del Destino controllano il nostro futuro secondo uno sviluppo prestabilito e precostituito da un ‘Presidente’ cui, come viene specificato nel film, l’umanità è solita dare molti nomi: Dio, Allah, Jahvé ? Oppure altro? Questo non è dato saperlo, sebbene ci si renda conto come questi signori con il cappello intralciano le nostre vite, spesso, nel bene o nel male, sottraendoci il libero arbitrio e facendo della nostra vita una partita difficile, ma anche ‘truccata’, senza che noi ce ne accorgiamo davvero.

Un tema filosofico e religioso che apre caterve di interrogativi e cui il regista offre una parziale risposta tramite un thriller non eccessivamente spettacolare in cui il cinema di genere trova un’intrigante variazione sul tema per raccontare una storia d’amore apparentemente come tutte le altre che, però, viene negata attraverso un complotto ordito da entità potentissime con le quali è molto difficile avere a che fare a viso scoperto. Impreziosito dal cameo di Terence Stamp nei panni di un agente senza scrupoli soprannominato ‘il martello’, il film non è privo di momenti di grande umorismo e divertimento affidati alla carismatica simpatia dell’attore noto per il ruolo in Mad Men, John Slattery e per il suo contrasto con il ‘collega’ portato sullo schermo da Anthony Mackie apprezzato soprattutto in The Hurt Locker.

Un film di fantascienza interessante, elegante e ben costruito che, forse, avrebbe meritato qualcosa di più nel finale, ma che certamente non delude le aspettative di un intrattenimento sofisticato e diverso rispetto ai canoni tradizionali del thriller, dimostrando che anche gli angeli o presunti fanno pasticci (il che spiega molte cose…) e che, alla fine, il vero amore può almeno provare a trionfare sempre.

Scritto da Marco Spagnoli
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA