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Se Gomorra diventa Ginevra

Attualità, Recensioni

09/01/2012

L’Era Legale di Enrico Caria

Regista e autore di satira, Enrico Caria firma un esilarante mockumentary dove, in stile Farhenheit 9/11 racconta come la Napoli del 2020 sia diventata una città più pulita della Svizzera e più onesta della Ginevra ‘città dei santi’ di calviniana memoria. Un gioco cinematografico presentato al Festival di Torino che, però, non è un divertissment bensì un viaggio interessante e intelligente nella città, piazza di vendita mondiale della droga per raccontare i danni sociali e i costi economici dell’antiproibizionismo.

Infatti, parallelamente al racconto dell’ascesa dell’uomo nuovo Nicolino Amore a sindaco eroe di Napoli, emblema di un nuovo modo di pensare interpretato in maniera carismatica dall’attore Patrizio Rispo, Caria aggiunge i contributi veri di diversi uomini che rappresentano nella realtà la lotta in difesa della legalità e contro la criminalità: da Tano Grasso fondatore del coordinamento antiracket al magistrato e scrittore Giancarlo De Cataldo. Le loro parole ‘illuminanti’ spiegano perché l’antiproibizionismo mondiale è servito soltanto a rendere giganteschi gli introiti dei narcotrafficanti di tutto il mondo.

In questo senso, dal punto di vista cinematografico, L’era legale diventa un film particolarmente ambizioso dove il genere documentaristico viene sfruttato per raccontare una finzione che, al tempo stesso, nasconde quella che probabilmente è una grande verità. Un’intuizione importante quella di Caria che con L’Era Legale sorprende lo spettatore in virtù di una messinscena riuscita e divertente, dove sullo sfondo di una realtà drammatica, si erge una figura carismatica come il sindaco coraggioso che ‘cambia’ le cose di una città rassegnata da sempre al peggio.

Una bella sorpresa, illuminata dalla sempre straordinaria colonna sonora di Pivio & Aldo De Scalzi che giocando con i cliches e facendo piazza pulita di luoghi comuni e qualunquismo utilizza il cinema per sollecitare in maniera divertita l’importanza di una battaglia civile per salvare Napoli e molto altro dall’oblio di un futuro dominato da mafie mondiali sempre più ricche a fronte di democrazie sempre più indebitate e fragili. Un film da vedere e dal quale lasciarsi sorprendere in maniera piacevole e intelligente, ma – soprattutto – molto moderna per il cinema italiano.

 

 

 

Scritto da Marco Spagnoli
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