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Scusate se Esisto, la conferenza stampa con Roul Bova e Paola Cortellesi

Attualità, Conferenze stampa, Personaggi

14/11/2014

Dal 20 Novembre arriva nelle sale Scusate se Esisto, il nuovo film diretto da Riccardo Milani, che riunisce la coppia cinematografica Paola Cortellesi - Roul Bova, dopo Nessun Mi Può Giudicare di Massimiliano Bruno. La commedia italiana continua a far sorridere con impegno, affrontando tematiche importanti e attuali tra gag e battute divertenti, e il risultato finale è anche in questo caso un film coinvolgente e piacevole da seguire, conteso tra comicità e riflessione. Paola Cortellesi, che per la prima volta firma un soggetto per il grande schermo, interpreta Serena, un architetto di talento che dalla provincia abruzzese, colleziona una serie di esperienze importanti all’estero, fino al giorno in cui sente l’esigenza di ritornare in Italia. Sempre di corsa e alla ricerca di un nuovo lavoro nel bel paese, si barcamena tra vari impieghi fino a quello di cameriera nel ristorante di Francesco (Roul Bova), bello e affascinante, ma omosessuale. Serena tuttavia non si arrende e, dopo vari colloqui, si impegna in un progetto di riqualificazione nella periferia di Corviale, fingendosi un uomo per ottenere il lavoro, in un paese che non riconosce le qualità delle donne a certi livelli.

L’idea parte dall’osservazione di noi donne, ci piaceva parlare di un mestiere, un’eccellenza italiana con grandi esperienze all’estero, che vuole tornare in questo paese. Ci siamo domandati perché? In Italia come in altri paesi, le donne sono considerate meno degli uomini. E volevamo anche raccontare una storia d’amore inusuale, tra due persone che si sostengono e si amano, anche senza condividere proprio tutto” ha dichiarato la Cortellesi in conferenza stampa, spiegando poi il processo di stesura della sceneggiatura insieme a Furio Andreotti, Giulia Calenda e lo stesso regista Riccardo Milani.Il racconto attinge ad aspetti autobiografici, collocandoli in un altro mestiere. Il nostro mestiere si sceglie e sai a cosa vai incontro. Questa è la mia prima sceneggiatura, il mio primo racconto cinematografico, ma faccio l’autrice per la televisione da molti anni e, sedendomi a tavoli prevalentemente maschili, si lavora tutti insieme ma spesso molti uomini tendono a guardare un altro uomo quando si tratta di approvare o meno quello che si è detto. Invece in un lavoro così, in cui ci sono tappe più chiare nel percorso lavorativo, è brutto sentirsi trasparente. Mi stava a cuore poi il personaggio di Lunetta Savino, l’eterna vice e assistente, più preparata del titolare, con grandi responsabilità ma che, essendo donna, è disposta a fare altre cose che forse un vice uomo non farebbe mai”.

Infatti, oltre al tema della diversità e ad una sottile vena di romanticismo, al centro di questo film è la società di oggi e il problema del lavoro, settori pieni di lacune e abbandonati, in cui i vertici pensano molto a se stessi e all’apparenza, piuttosto che ai risultati. Il personaggio della Cortellesi, come quello di Lunetta Savino, servono a denunciare una condizione scomoda per la donna all’interno del mondo lavorativo odierno, in cui ancora è diffusa l’idea che la donna debba avere mansioni più ordinarie e lontane da posizioni decisionali, almeno in alcuni ambiti professionali precisi. “A volte le donne non hanno consapevolezza del loro valore. Mi è piaciuto molto il mio personaggio, perché è una donna contenta di fare quello che fa, ma dalla relazione con l’altra donna che le sbatte in faccia quello che è e il suo valore, lei si rende conto di sé”. Come afferma Ennio Fantastichini che interpreta l’architetto capo dell’ importante ufficio dove Serena cerca di realizzare il suo progetto sotto mentite spoglie: “Mi diverto molto a fare personaggi così estremi, purtroppo molto frequenti nella vita di tutti i giorni. Il mondo in fondo è pieno di ‘stronzi’ ed è bene ogni tanto dirlo. Spesso in Italia ci scordiamo quali sono!”. 

La relazione che si crea tra Serena e Francesco tuttavia è il traino della narrazione, che diverte, emoziona e coinvolge, regalando gustose risate, e confermando l’alchimia tra Roul Bova e Paola Cortellesi che funzionano ancora una volta insieme. “Quando ho parlato con Paola di questa storia, mi piaceva molto il tema che si stava trattando e sapevo che sarebbe stato scritto e diretto in modo intelligente e delicato. Poteva essere difficile da affrontare il mio personaggio, ma penso di averlo interpretato non da stereotipo. Il tema dell’omosessualità, delle donne, sono temi difficili ma che in quest’occasione sono stati trattati con la giusta sensibilità”. E una delle protagoniste silenziose del film è la periferia, in balia del degrado e avvolta nel grigiore dei palazzi annegati nel cemento, che nascondono il calore e l’energia degli abitanti che vogliono un cambiamento.  “Abbiamo cercato un esempio di una realtà oggettivamente brutta, con un richiamo forte. Corviale è chilometri di cemento, una realtà popolare importante, riconducibile anche ad altre città europee. "Nel mio film Il Posto dell’anima parlavo degli operai, ma non mi sento di dire qualcosa sulle leggi del lavoro. Sono cresciuto in un quartiere popolare, nelle periferie, ma credo che il film dica delle cose precise, è semplice, divertente, e un tentativo di cinema popolare che riesce a parlare non solo alla pancia ma anche alla testa delle persone. Le periferie delle grandi città si somigliano tutte. E penso che bisognerebbe pensare a queste non solo come bacino elettorale” ha concluso Riccardo Milani.

Scritto da Letizia Rogolino
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