Intervista a Scarlett Johansson
Anche il 2006 sarà un anno di grandi impegni per Scarlett Johansson: Match Point è il primo film che la bionda attrice newyorkese ha girato a Londra con Woody Allen, mentre – probabilmente al prossimo Festival di Venezia – sarà presentato Scoop la commedia che il regista ha anche interpretato. Nel frattempo Scarlett è anche la protagonista de La dalia nera di Brian De Palma sul cui set ha conosciuto il suo attuale compagno: l'attore Josh Hartnett che l'ha accompagnata a Roma e nel resto del tour promozionale per il film di Allen. Adesso l'attende il ruolo di Lucrezia Borgia nel film di Neil Jordan in cui lavorerà al fianco di Colin Farrell.
In Match Point lei sviluppa una grande alchimia con Jonathan Rhys Meyers che è alla base della riuscita del film. Come si può creare qualcosa di tanto fondamentale, ma – al tempo stesso – così impalpabile?
Non credo si possa creare un'alchimia sullo schermo: o c'è oppure no. Sono stata molto fortunata dal potere lavorare con Jonathan che è un attore molto bello e di grande talento. In maniera fortemente emotiva è riuscito a fare in modo di aumentare le aspettative nei nostri confronti con grande energia e tempismo nel rendere le battute. Credo che ci fosse una chimica tra di noi dentro e fuori lo schermo.
Quale qualità l'attirava del suo personaggio?
Qualcuno l'ha descritta come una femme fatale, ma sinceramente non sono d'accordo. Non è una donna che pianifica quello che fa: semmai è solo una superstite. Ero affascinata soprattutto dalla determinazione del mio personaggio di riuscire a sopravvivere. Nel suo costruire la relazione con Chris, il giovane interpretato da Jonathan lei sta semplicemente cercando di costruire la vita che immagina per se stessa che non riguardi la recitazione e il ritornare alla sua famiglia disfunzionale in America. Mi sono sentita immediatamente attratta dalla sua disperazione, perché era un qualcosa molto interessante da portare sullo schermo. I dialoghi di Woody, poi, sono così brillanti che ero molto eccitata dalla possibilità di interpretarli.




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