questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Scamarcio clandestino per Costa Gavras

Interviste

16/04/2009

Il nostro giovane attore più amato dalle adolescenti ha chiuso il Festival di Berlino con Verso l'Eden, una favola moderna di Costa-Gavras, sul modo in cui gli occidentali vedono gli immigrati. E dopo averlo visto nei panni di questo ragazzo ignaro del mondo e della vita che si esprime quasi solo a gesti, sarà presto sul grande schermo anche in Il grande sogno di Michele Placido e in La prima linea di Renato De Maria, dove vestirà i panni del terrorista Sergio Segio.

Assoluto protagonista dell'ultima pellicola diretta da Costa-Gavras Verso l'Eden (in uscita il 6 marzo con Medusa), Riccardo Scamarcio compare praticamente in ogni scena. "Non ho mai avuto un ruolo così importante nei film italiani", ha ammesso. Grande soddisfazione per l'attore, immerso nei panni di un bel migrante apolide venuto dal nulla, una sorta di Candido voltairiano ignaro della vita e del mondo a cui tocca affrontare un viaggio della speranza da un barcone stracarico di clandestini fino all'ambìta Parigi. "Ho cercato di spogliarmi dei vezzi e dei modi di recitare cui mi appoggio di solito per dar vita a un personaggio non facile - dice Scamarcio - che doveva recitare solo con il corpo e con gli occhi, e con l'aiuto di pochissimi dialoghi". Il regista greco di Z dice di averlo scelto dopo averlo visto in Mio fratello è figlio unico e Romanzo criminale, proprio perché era un attore capace di recitare anche senza parole. Nella sua odissea Elias/Scamarcio parte da un villaggio turistico sullo coste greche - dove si scatena immediatamente una "caccia al clandestino", quasi fosse un gioco di società - e arriva nella capitale francese dopo un lungo viaggio in cui incontra persone di tante nazionalità e sensibilità diverse: c'è chi prova ad approfittarsi di lui e ad ingannarlo, chi lo aiuta, chi lo ignora, chi lo usa. Con Verso l'Eden Costa-Gavras affronta il problema dell'immigrazione con toni favolistici e metaforici, usando l'ingenuo Elias come specchio dei comportamenti degli occidentali nei confronti degli immigrati.

Scritto da Michela Greco
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA