questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Salvo esce nelle sale

Conferenze stampa

24/06/2013

Miracolo a Palermo

Esce nelle sale italiane distribuito da Good Films, Salvo lo straordinario film prodotto da Fabrizio Mosca e Massimo Cristaldi diretto da Antonio Piazza e Fabio Grassadonia vincitore di due premi al Festival di Cannes ovvero il Grand Prix della Giuria presieduta dal regista portoghese Miguel Gomes della Semaine de la Critique, ma anche il Prix Révélation. 

Una pellicola importantissima per il cinema italiano e - in qualche maniera - involontaria cartina di tornasole di una produzione cinematografica nazionale terrorizzata dalle novità e da un cinema d'autore, nuovo, originale e, solo in apparenza, non immediatamente vicino alla sensibilità e ai gusti del pubblico delle sale. "E' abbastanza emblematico che un titolo selezionato a Cannes in una sezione dove nessun italiano era presente da nove anni e dove non si vinceva da dodici non venga acquisito dalla distribuzione prima di andare sulla Croisette e che non venga finanziato da alcuna grande società di produzione." osserva il produttore Massimo Cristaldi "Sono serviti due premi per fare accorgere di questo film ispirato ad un cortometraggio che ha partecipato a cento Festival vincendone quaranta! In quale paese del mondo due registi con così tanto evidente talento non esordiscono con facilità e devono, invece, aspettare oltre cinque anni?."

Rispetto alla sceneggiatura che ha convinto i due produttori ad impegnarsi per questo progetto, Cristaldi aggiunge "Già nel copione erano evidenti i segni di uno stile molto interessante. Per me è la più bella sceneggiatura che ho letto negli ultimi otto anni. Raramente arrivano script così riusciti e approfonditi." Il regista Antonio Piazza aggiunge "Il nostro è un film diverso. Desideravamo raccontare una storia sulla cecità. Da un lato c'è una ragazza che è cieca e ha una cecità fisica, dall'altro un killer di mafia che ha una cecità morale. Dallo scontro tra due cecità nasce un barlume di speranza." 

Salvo, infatti, racconta l'irruzione di un asssassino che entra in contatto con una ragazza di cui deve uccidere il fratello. Durante la colluttazione qualcosa accade restituendo la vista alla giovane. Da lì il film segue il legame tra i due che rendono il film una sorta di noir metafisico."Siamo cresciuti nella Palermo degli anni Ottanta." continua Piazza "La Palermo peggiore e più difficile. A poche centinaia di metri da casa mia fu ucciso il giudice Rocco Chinnici con una delle prime rudimentali autobomba. Palermo in quegli anni era come Beirut e in quel giorno di luglio, ricordo c'era una cratere, i vetri del nostro palazzo andarono in frantumi e io e la mia famiglia  facevamo tranquillamente le valigie per andare in vacanza al mare. Questo è quello che ricordo di allora. Volere fare finta di non vedere per fare finta di vivere in una città che di normale aveva poco o nulla... Da questa suggestione nasce Salvo, dall'idea che se non vedi le cose vanno meglio. E' se vedi, se la tua cecità 'morale' viene meno che iniziano i problemi per tutti. In quegli anni ti veniva insegnato a non vedere. La scelta oggi è ancora quella se vedere o non vedere, ma quando la nostra protagonista torna a vedere, ecco che tutto cambia."

I legami con il cinema di Takeshi Kitano sono evidenti: "Abbiamo pensato ai noir americani e francesi. Takeshi Kitano, però, è uno dei nostri punti di riferimento così come un certo modo di mettere in scena le storie. Ci piacciono le inquadrature in cui il silenzio ti permette di cogliere qualcosa di impercettibile.Il nostro è un film silenzioso. Salvo è un killer, ma non è un bugiardo." conclude Fabio Grassadonia

 

  

Scritto da Marco Spagnoli
Tag: non vi sono tags per questo articolo
VOTO
 

LA PROSSIMA SETTIMANA