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Salvatores - De Cataldo: dialogo sul cinema giudiziario

Attualità, Eventi, Personaggi

03/11/2010

Forse l'organizzazione tecnica non sarà perfetta, ma gli eventi collaterali di questo Festival Internazionale del Film di Roma, vedi l'incontro con Martin Scorsese, con Bruce Springsteen e ieri con la coppia improbabile di Salvatores e De Cataldo, sono piacevolissimi e belli. Grazie anche alla mediazione e stimolazione di Mario Sesti, Direttore della sezione Extra del Festival capitolino. Ieri l' inedito duetto ha visto contrapporsi, in un confronto verbale che si è trasformato in una dichiarazione di reciproca stima, il premio Oscar Gabriele Salvatores e lo scrittore magistrato Giancarlo De Cataldo.

Tema dell'incontro "Cinema e Giustizia", preparato da Sesti con clip di film leggendari in questo genere molto serio e quasi sempre drammatico. A parte la scena mitica di Un giorno in pretura, con Alberto Sordi alle prese con un giudice inflessibile. Non poteva mancare la scena madre di Jack Nicholson in Codice d'Onore, come La parola ai giurati, Il buio oltre la siepe ... Salvatores ha ricordato di essere figlio di un avvocato, e pertanto di avere ereditato dal padre la passione per la recitazione, visto che le udienze richiedono una certa dose di preparazione scenica. "Nel cinema il tribunale è un luogo centrale dell'azione, dove si consuma la resa dei conti e con lo show down finale che consente agli attori di turno di mettersi in mostra. Vedi il Tom Cruise di Codice d'Onore o il Paul Newman de Il Verdetto." Opinione condivisa da Giancarlo De Cataldo, che ha aggiunto: "Il processo è un'azione scenica teatrale a tutti gli effetti, con tre personaggi obbligati: l'imputato, il giudice e il pubblico ministero. Il regista deve sceglierne uno da adottare come punto di vista." Ma se nella finzione cinematografica si tende a cavalcare fino in fondo l'esigenza spettacolare, nella realtà dei processi la spettacolarizzazione si ferma molto prima. E lo scrittore avverte: "Se nella finzione i colpevoli quasi sempre finiscono per confessare, in tanti anni di carriera da magistrato non ho mai visto un imputato rivelare la propria colpa durante il processo."

Scritto da Piero Cinelli
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