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Sally Field: “Era scritto nel destino che avrei interpretato Mary Todd Lincoln!”

Attualità, Conferenze stampa, Interviste

17/01/2013

Incontriamo Sally Field in un lussuoso albergo romano. Lei, classe, 1946, che aveva una gran paura a misurarsi con Daniel Day-Lewis perché ha quindici anni di meno, è raggiante e splendida. Non aspettatevela così nel magnifico Lincoln di Steven Spielberg, un film potentissimo, maestoso, una pellicola dove si fa la Storia. 12 Nomination agli Oscar, Daniel Day-Lewis che, non abbiamo più parole per descriverne la bravura – ha praticamente la vittoria in tasca, nella categoria Miglior Attore. Sally Field al suo terzo Oscar, e gli altri due li ha vinti, è nominata come Migliore Attrice non Protagonista.

Sally è Mary Todd Lincoln, di origini britanniche e che fu la moglie del XVI° Presidente degli Stati Uniti, Abraham Lincoln, e con lui ebbe tre figli maschi. Come ci ha spiegato Sally Field, Steven Spielberg sono anni che desiderava fare un film su Lincoln, e già nel 2005 le aveva parlato e le aveva detto che quando il progetto sarebbe divenuto realtà lei avrebbe interpretato Mary. E, così, è stato!

Mrs. Field ci racconta meglio la genesi di questo maestoso lavoro e perché Spielberg ha sempre pensato a lei per il ruolo di Mary? “Come avete già riportato - ci dice la Field - la prima volta che Steven mi parlò che voleva dirigere un film sul Presidente Lincoln mi disse che io ero perfetta per il ruolo di Mary. Ne fui, chiaramente, onorata e gli dissi che ero a disposizione. Nel frattempo ho letto moltissimi libri sulla vita privata e pubblica di questa donna e intanto il tempo passava… Il problema era che Spielberg non riusciva a trovare il romanzo adatto dal quale trarre la sceneggiatura. Quando due anni fa, arrivò sul suo tavolo lo script Tony Kushner, liberamente tratto dal libro Team of Rivals: The Political Genius of Lincoln di Doris Kearns Goodwin, mi inviò immediatamente la sceneggiatura e io vi devo dire, per la prima volta in vita mia, mi tremavano le mani da tanto era magnifico, potente, perfetto e lineare il lavoro di Kushner. Io in questi anni ho letto molti testi, lettere, tutto quello che è pubblico su Mary Todd e mi sono convinta che eravamo fatte l’una per l’altra, che Steven ci aveva visto giusto, e ho cercato di dare del mio meglio in questa performance. Sono ingrassata di 13 chili come mi è stato chiesto, mi sono chiusa come in una ‘camera stagna’ e sono diventata lei. In un primo momento Lincoln doveva essere Liam Neeson che poi ha rinunciato per il troppo tempo passato prima di arrivare alla realizzazione e mi sono trovata a lavorare con un attore, vi assicuro, incredibile come Daniel Day-Lewis. Insieme abbiamo raccontato gli ultimi due anni di vita in comune di questa coppia, che come molte, ha avuto i suoi notevoli problemi ma, insieme, senza lasciarsi mai, sono andati avanti fino alla fine”.

Mrs. Field mentre interpretava Mary Todd si rendeva conto di che film stesse facendo, di che opera storica, che rimarrà nella storia del cinema, lei era entrata a far parte. Lincoln, tra l’altro, è un film che, se pur, ambientato nel 1865 è attualissimo… “No, non ci ho mai pensato. Il mio lavoro è fare l’attrice e non penso mai se il film è vendibile all’estero, se è attuale oppure no, se è troppo americano oppure no … queste sono domande alle quali vi potrebbe rispondere solo Spielberg. Ovviamente sono assolutamente d’accordo con voi. Lincoln è un film immenso, è una storia universale, è un pezzo di Storia fondamentale nella storia dell’umanità ma, mentre lo fai non ti chiedi di certo il perché… altre domande assillano la tua mente. Nessuno dei tanti bravissimi attori, e ce ne sono davvero tanti – raramente ho assistito ad un cast così ricco di talenti – sì è mai chiesto perché stavamo vivendo un momento così magico. Quello che posso dire, invece, è che tutti noi abbiamo sentito il peso della guerra, del dolore, delle perdite, della morte, della violenza, del pericolo che in quegli anni - durante la Guerra Civile Americana – erano la quotidianità. E, purtroppo ho capito, che gli esseri umani non sono mai cambiati, non hanno imparato nulla dai loro errori. Le guerre non sono finite, l’infelicità è ancora la condizione prevalente per la maggior parte di noi e questo è molto triste”.

In Lincoln attraverso la Democrazia, ovvero il voto in Parlamento, il Presidente degli Stati Uniti riesce in una impresa impossibile: far approvare il 13° emendamento che aboliva la schiavitù. Gli ultimi mesi di vita del Presidente sono stati tutti impiegati per cercare quei venti voti che gli servivano per ottenere la maggioranza e far votare al Congresso l’abolizione della schiavitù. Lincoln ha fatto la Storia! “Infatti, come dicevo prima quello che mi ha commosso della sceneggiatura di Kushner, è che è riuscito a raccontare la Storia con la S maiuscola e quella con la s minuscola. Il film tocca temi modernissimi perché i problemi che mette in gioco riguardano, tutt’oggi, i governi di tutto il mondo. Non c’è nulla che procede per il verso giusto ma è solo tramite la Democrazia che si può dare l’opportunità ad ognuno di governare e quindi di cambiare le cose. Allo stesso tempo viene raccontato anche il Lincoln privato, un uomo che deve trovare dentro di sé l’equilibrio giusto per rapportarsi con politici ma anche sapere essere un marito e un padre”.

Se non fosse stato per il 13° emendamento, grazie ad Abraham Lincoln, oggi, non avreste Barack Obama come Presidente? “Eh sì certo, senza un uomo illuminato come Lincoln non avremmo il nostro amato Obama. Ma non solo, non avremmo nemmeno la Democrazia, perché di certo non si può vivere in un Paese dove esiste la schiavitù. Quindi non esisterebbero gli Stati Uniti d’America o, almeno, non quelli di oggi”.

Mary Todd era una donna forte, ma anche profondamente depressa, con i suoi continui mal di testa, le sue crisi isteriche e il dolore per il primogenito morto in guerra. Nella magnifica scena finale, senza svelare troppo, Mary dice ad Abraham: “Non so se sono stata una buona moglie, forse ti meritavi di più…”, e lui risponde: “Sei stata una moglie magnifica, avrei solo voluto che tu fossi meno infelice e anche io…” “Ritorniamo a Tony, ha saputo cogliere tutte le sfumature di una donna, indubbiamente, complessa. Io non ho aggiunto niente era già tutto nero su bianco nella sceneggiatura. Non vi è una sola scena in cui c’è Mary che non sia significativa, importante. L’ha descritta talmente bene da rendere anche, come, verrà ricordata nella storia”.

La politica è fatta di compromessi, quando è al suo meglio, che ne pensa? “Non credo che i compromessi siano sempre negativi, a volte lo sono ma altre volte no, questo fa parte della Democrazia, non può esistere senza compromessi. Chi si può dire onesto, coerente, degno di fiducia in politica? Apriremmo un discorso infinito. In Lincoln vediamo che la Democrazia vince e vince perché lui riesce a creare un team, una squadra con gli stessi obiettivi e gli stessi valori. Tutti insieme sono riusciti a far finire la schiavitù che, ricordiamoci, era un fine praticamente impossibile da ottenere… Nessuno voleva liberare la gente di colore, Lincoln ha avuto contro praticamente quasi tutti, democratici e repubblicani, però alla fine con il dialogo e qualche strategia ce l’ha fatta!”.

Ultimissima domanda, Mrs. Field, a Hollywood come siete messi a livello di uguaglianza fra uomini e donne… “Non c’è nessuna uguaglianza ma è da sempre che è così, è un sistema governato dai maschi. Vi è ancora una disparità enorme. Anche questa è storia…”

Vi ricordiamo che Lincoln arriverà nei cinema italiani il 24 gennaio 2013, distribuito dalla 20th Century Fox.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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