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RUSSELL CROWE

17/08/2001
Il bell'australiano Russell Crowe, entrato di prepotenza nell'olimpo delle star hollywoodiane, supercandidato all’Oscar per Il Gladiatore, presenta la sua ultima fatica, Rapimento e riscatto, regia di Taylor Hackford. Sul set è scoppiato l'amore, sembra già finito, tra Crowe e l'interprete femminile Meg Ryan, ma ogni domanda di carattere personale è tassativamente proibita. L'attore si presenta in giacca, camicia e canottiera a vista e ai giornalisti presenti dice in italiano: "Scatenate l'inferno". La prima domanda, obbligatoria, riguarda gli Oscar.

Con Il Gladiatore è arrivata la seconda nomination della sua carriera. Cosa significa per lei?
E' sicuramente un grande onore e un grande piacere ottenere l'attenzione dell'Academy, sono contento anche per Ridley Scott e Joaquin Phoenix, e sento di aver meritato questa nomination.

Perché i suoi personaggi sono sempre 'duri e puri'?
In realtà ho interpretato ventitré ruoli diversi, dal naziskin al condottiero romano. Questo perché mi piace cambiare, entrare in contatto con caratteri anche molto diversi tra loro. Ma sostenere che ci sia un qualche legame tra le mie interpretazioni è una cazzata. Mi scuso per le parolacce, ma noi in Australia parliamo così.

Il fatto di essere australiano l'ha aiutata? Sembra un momento d'oro per gli attori australiani.
Contrariamente a quanto si pensi, noi australiani siamo gente colta, leggiamo moltissimi libri, abbiamo una grande esperienza, e sappiamo fare bene il nostro lavoro. Per noi recitare è una cosa seria e impegnativa. Personalmente ho fatto molti anni di teatro prima di approdare al cinema, e così anche Mel Gibson. Eppoi non siamo arroganti.

E a calarsi nei panni di 007 ci ha mai pensato? Sì, mi piacerebbe. Lo renderei più attuale e moderno, non com'è adesso, cioè leggero, da popcorn e chewing-gum. E' un personaggio interessante che potrebbe essere sfruttato diversamente. Vedremo in futuro.

Lei è stato diretto da molti registi. Che può dirci di loro?
Allora: Curtis Hanson, che mi ha lanciato con L.A. Confindential, è un pensatore e siamo ottimi amici. Michael Mann è totalmente pazzo, estremamente intelligente e con lui ho un rapporto padre-figlio. Ridley Scott è un inglese con un forte sense of humour, parlare con lui è come discutere di fisica quantistica con Picasso. E infine Taylor Hackford è una persona completamente diversa, uno che nasce con i documentari e segue una propria visione della realtà.

Sappiamo che tra i suoi hobby c'è la musica... verrà al Festival di Sanremo con la sua band?
Ci sto pensando, me l'hanno proposto. Se riusciremo a far coincidere le date verremo senz'altro. Amo suonare con il mio gruppo, è una roba che mi dà un'estrema soddisfazione, riesco ad esprimermi in modo completo: siamo i TOFOG, Thirty odd foot of grunts, e il nostro ultimo disco, registrato in Texas, s'intitola "Bastard life of clarity".
Scritto da ADMIN
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